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#TwitterEngagement: cinguettare per coinvolgere e fidelizzare

Che cos'è Twitter?
Perché si usa Twitter?
E come funziona Twitter?
Soliti quesiti di primo livello, che non m'interessa approfondire in questo post. 
Al solito preferisco esplorare il mo(n)do creativo di condividere e fidelizzare. Ché si può fare puntando sui contenuti, senza bisogno di super-tools da esperto social(e).
Su, leggi un po': magari ci provi anche tu.


Le vacanze sono finite già da un po'.
E il pensiero nostalgico vola sul mare blu come un uccellino [blu].
Sì, hai capito bene: ho deciso di scriverci un altro post.
Ho detto spesso quanto mi piace sperimentare nuove strade in 140 caratteri; e non ripeterò qui lo stesso concetto: assolutamente no. Però voglio aprire l'anno blogettaro spiegando - le ali - nell'orizzonte limitato dei 140 caratteri. Perché se i limiti ci sono è pur vero che vanno superati.
Io lo so; e anche tu. O no?


Quesiti di primo, secondo - e proprio - livello
Sono passati poco più di tre anni da quando ho iniziato a bazzicare nel fantastico mondo della condivisione social(e): un lungo cammino per chi, come me, viene dalla comunicazione tradizionale. 
Un cammino fatto di più question-step:

  1. how to do = che cos'è Twitter? Come funziona? E perché si usa? > leggere post dedicati per approcciare al meglio il nuovo mezzo 
  2. what could I use it? = a cosa potrebbe servirmi Twitter? > riflettere sullo scopo di condivisione; fare un'analisi del target (il mio frequenta questo social?); pianificare il contenuto mirato 
  3. who am I? = chi sono io? Come voglio presentarmi? > informarsi bene su come scrivere la bio e su come gestire l'immagine coordinata
  4. what do I do? = che cosa faccio nella vita? Di cosa mi occupo? > scegliere le competenze da mettere in evidenza e rispettare la coerenza
  5. how can I share my contents? = come posso condividere i miei contenuti? > entrare nel vivo dei 140 caratteri e capire come gestire testo e link in uno spazio limitato
  6. how can I find new followers? = come posso trovare nuovi followers? > condividere in modo giusto i contenuti e sfruttare hashtag, menzioni, retweet, modified tweet, head tweet 

Potrei continuare all'infinito con Twitter-tools e strumenti specifici per risparmiare spazio, selezionare le news e monitorare la presenza online. Tutti utilissimi.
Ma sai che c'è? Dopo i quesiti di primo e di secondo livello, ci sono i propri; anzi, devono esserci se si vuole fare un salto di livello nell'uso di Twitter e distinguersi nel mare blu della TL.


Monotonia VS varietà
Barboso, barboso, barboso.
Questa la critica che si rivolge più spesso al social in 140 caratteri; proprio perché i caratteri sono rasati in 140 battute e non lasciano scampo. 
Ammetto che, passata l'euforia iniziale del riuscire a cinguettare, ho provato anch'io la monotonia di una condivisione sempre uguale; perché Twitter non è una chat stile Whatsapp: bene dirlo anche qua. 
Indi come riuscire a variare l'interazione per distinguersi nel mare blu di CIP?
Esperienza, creatività e osservazione fanno la differenza.
Ti racconto il mio come.


Twitter for engagement: organizzare/anticipare in teaser
Ci sono tanti modi per coinvolgere nuove persone. E la sperimentazione sul campo aiuta, si sa.
Nel mio caso ha pesato il lungo percorso lavorativo nella comunicazione tradizionale.
Ma il messaggio che voglio lanciare è: spremere, spremere, spremere le meningi per cercare un modo personale di veicolare i contenuti. Sì, lo puoi fare anche tu.

Iniziamo da qui.
Conosci il concetto di teaser? 
Se no e hai cliccato sul link, avrai colto l'aspetto interessante: il contenuto anticipa la campagna pubblicitaria per creare attesa e aumentare la curiosità del pubblico. E sì, richiede l'investimento di un budget non indifferente. 
Ora ti chiedo: è possibile farlo nello breve spazio temporale di un CIP per attirare l'attenzione dei followers sui contenuti che stai per condividere? Ti rispondo così:



Schematizzando:
  1. organizzare = trovo il filo conduttore dei tweet che sto per condividere > es: storytelling
  2. catalogare = anticipo l'argomento principale e lo inquadro nell'hashtag dedicato
  3. coinvolgere = twitto i contenuti di fila e studio un titolo sequenziale (primo/secondo)

Se qualcuno intercetta il tweet teaser - ed è interessato all'argomento generale - sposterà l'attenzione sulla condivisione o, come minimo, lo faranno le persone citate. Si crea un mini-circolo virtuale d'interazione, in cui ognuno è spinto a leggere il tweet predente e quello successivo. Le persone si conoscono fra loro e tu avrai stimolato l'interazione.
La cosa più difficile è trovare il filo conduttore dei CIP in successione; ma ci sono strumenti per organizzare e selezionare gli argomenti: basta usarli.

Ho provato a fare anche il contrario: posticipare il tweet, anziché anticiparlo.
Suona un po' come dire: "Ehi tu follower distratto, sappi che ho condiviso qualcosa che potrebbe interessarti". Ecco un esempio:


Schematizzando:

Sì, devi sapere chi ti segue per fidelizzare, distinguerti e donare attenzione particolare.


Twitter for endorsement: appoggiare/fidelizzare i followers
Ci sono tanti modi per ottenere l'appoggio delle persone.
Prendiamo i preferiti, ad esempio: quale funzione?
Esistono post su post che affrontano la questione: i preferiti sono utili per salvare contenuti che vogliamo leggere dopo - clicchiamo sulla stella per far capire a chi ci menziona "messaggio ricevuto grazie, approvo o anche no" - li usiamo come un like di facebookiana memoria.

Forse una cosa, l'altra e l'altra ancora.
L'argomento preferiti non è mai chiaro; e finisce che sbagli, accumulandone qualche migliaio.
L'ho fatto anch'io, ché sono una sentimentalona di scarsa memoria e voglio ricordare ogni parola dei miei followers; non sono i numeri, ma i feedback quelli che contano - alla fin fine.
"Un dono fatto col cuore merita d'essere ricordato", ho pensato; e ho inventato il CipHat in linea con avatar e immagine coordinata. Se vuoi donar qualcosa ai followers, usa pure questo hashtag.
A distanza di qualche tempo mi perdo nella miniera dei preferiti e rispolvero un tweet, citando il mese e la persona che l'ha inviato. Ecco un esempio:


Un po' come dire: "Non mi sono mai scordato di te, del tuo appoggio e delle tue parole".
Una buona occasione per far notare agli altri followers quanta gente meravigliosa si può incontrare con una buona interazione; e quanto la buona interazione possa stimolare rapporti di stima. Una specie d'incrocio tra l'abusato consiglio del follow friday [#FF] e l'attribuzione dell'headtweet [#HT]. No, non è solo tecnica: l'uso dei preferiti in senso latino - portare innanzi una persona/cosa piuttosto che un'altra - mi è salito dal cuore.

PREferire ha lo stesso PREfisso di PREmiare, d'altronde: un buona occasione per fidelizzare i followers, tenere viva l'attenzione, far capire che dai giusto peso alle loro parole. Credo che ogni azienda "socialmente utile" dovrebbe avere un tweet-memory da dedicare alle persone. Già.


Tirare le fila... e i fili
Ormai l'hai capito: Twitter è un social network che non pone limiti alla creatività.
Certo di limiti ne ha: ma noi siamo qua per valicarli.
Sperimentazione, osservazione, curiosità, voglia di mettersi in gioco fanno la differenza.
Io condivido con te le mie teorie: alcune saranno buone, altre resteranno pazzie.
Certo è che me le sento tutte nel profondo del perché.

Il motto per distinguersi non è "prendetene e copYatene tutti": l'originalità vince sempre.
E sono ancora tantissimi i modi da esplorare per emergere.

Tu che dici? 
Hai voglia di provare per trovare nuove strade?

Twitter e la stella dei preferiti

Le feste sono vicine e i preferiti di Twitter subiscono la solita impennata.
Ci hai fatto caso? 
Un po' come il Pan di Stelle del Mulino Bianco.
Sarà colpa di quella stellina che fa tanto Natale?


Stella stellina Natale s'avvicina, il dito traballa, Twitter s'impalla...
... perdona la social-filastrocca: ma dopo 7 regole per un retweet e 8 regole per cinguettare bene, tocca affrontare l'argomento "preferiti di Twitter". Non c'è momento più adatto del Natale per discutere di stelle che riempiono la nostra TL.


Stella sì, ma cometa
Il simbolo "stella" è sempre stato sinonimo di consenso e apprezzamento sui contenuti.
Non solo su quelli social.
Quand'ero piccola, la maestra metteva una stellina sui compiti migliori. Ricordo la sensazione d'orgoglio che mi dava quell'adesivo dorato sul foglio bianco: mi sentivo importante.
Quasi una "stella" del cinema, direi.
Trent'anni dopo - ahimé cotanti sono - trovo lo stesso simbolo sui "PREferiti" di Twitter.
La funzione è simile: si tratta di un PREmio per i tweets più interessanti; un click veloce sulla stellina e tutto s'archivia. Peccato che il premio tanto agognato si trasformi presto in una stella cometa fugace, che lo spazio in un attimo per confondersi nell'oblio della galassia social.

Intendiamoci: conservare qualcosa di prezioso in un post(o) sicuro è istinto umano; e la sindrome da accumulo compulsivo è mossa dalla migliore intenzione. Ma il poco tempo a disposizione impedisce di tornare sugli argomenti salvati che aumentano in modo esponenziale.
Fino al prossimo Natale.


Preferito = mi piace
La stellina dei "preferiti" piace più delle anonime freccette "risposta" e retweet.
Così tanto di più che arriva a confondersi con il "mi piace" di facebookiana memoria.
A ben guardare le due funzioni sono complementari: salvare un tweet significa trovarlo interessante. 
E interessante è ciò che piace.
I ruoli si (con)fondono a tal punto, che Twitter ha pensato per un attimo di sostituire la dicitura "preferiti" con il like di Zuckerberg. Ideona abbandonata, social donna salvata :-)

Ma gli utenti cosa ne pensano?
Non si pronunciano e accumulano stelline come i punti del Mulino Bianco.


  • Io e te stiamo parlando e approvo quel che dici? Stellino.
  • Io e te stiamo parlando e voglio interrompere la discussione? Stellino.
  • Io e te non stiamo parlando ma lo vorrei tanto? Stellino.


Diciamo pure che i "preferiti" vanno via come il Pan... di Stelle: c'è chi  stellina tweets per salvare un "mondo buono", chi li accumula per testimoniare largo consenso, chi li dona per stima, disistima, simpatia, antipatia. E sì... tutto ciò fa molto Natale.

Ammetto d'essere vittima della sindrome e colpevole dell'impennata statistica "preferiti": stellino interventi brevi, contenuti edificanti, giusti riconoscimenti, persone stimolanti.
La stella impazza, il dito traballa e Twitter... s'impalla.
ApPUNTO.

Con il tempo ho trovato il modo per dare al preferito il senso che merita: fare un dono e PREmiare chi non voglio perdere. 
Colpa dei followers che scrivono sempre cose interessanti.
E colpa di Twitter, che in uno spazio limitato mi concede di perdermi nell'universo privato.

Tu, invece, che mi dici?
Come sfrutti i preferiti?