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Come si usa la metafora? Risponde Cicerone

È la regina della pubblicità.
Il copywriter ama la sua forza lessicale, l'art-director il suo impatto visivo. 
Le due esigenze si fondono in messaggi efficaci.
Ma cos'è la metafora? Dove nasce? Come si usa? Perché piace?
Oggi risponde Cicerone.


Il bravo copywriter è astuto come una volpe, attento come una lince e agile come un gatto.
Il modo migliore per spiegare cos'è la metafora è iniziare il post con un elenco di metafore al posto di parole esatte. E il modo migliore per chiarire la spiegazione è proseguire con la lezione di Cicerone.
Chi meglio del maestro della retorica può spiegare una figura... retorica?


Che cos'è la metafora?

Metafora deriva dal greco meta + fero e significa "porto altrove, trasferisco, porto al di là".
Ma cos'è che si porta al di là? Il concetto, attraverso l'accostamento a un altro concetto simile e affine.
La metafora, quindi, è un trasferimento di significato per analogia (o somiglianza); i due termini "traslati" devono avere almeno una caratteristica in comune: la furbizia per la volpe, la lucidità per la lince, l'agilità per il gatto e così via.
Secondo Cicerone, la figura retorica illustra ciò che non si può esprimere con un termine specifico. 
Gli "scambi semantici" funzionano come i prestiti: prendiamo altrove ciò che non abbiamo.
Usare una metafora significa concentrare una breve similitudine in un'unica parola, che si ambienta bene in un contesto nuovo: se fra i due ambiti non c'è somiglianza si rifiuta; se c'è, si accetta con piacere.


Da dove nasce la metafora?

La figura retorica più amata dai pubblicitari nasce per sopperire alla povertà lessicale.
Cicerone spiega il concetto con una similitudine molto efficace: come i vestiti, nati per allontanare il freddo dal corpo, sono diventati simbolo di bellezza e prestigio; così le metafore, nate per superare i limiti dell'espressione, hanno trovato crescente applicazione nell'abbellimento del testo.


Come si usa la metafora?

In pubblicità la metafora è uno strumento potente a livello lessicale e visivo.
Testo e immagine si fondono per esprimere meglio il messaggio.
Cicerone scrive che il primo ruolo della metafora è quello di rendere più chiaro il concetto. Il secondo è quello di abbellire il discorso: le metafore più originali non si limitano a compensare la mancanza lessicale, ma danno maggiore carica espressiva al messaggio. 
Più i concetti traslati sono lontani, più l'effetto è forte.
Non solo.
Il grande retore elenca una serie d'istruzioni per l'uso:

1. i termini collegati devono essere simili
2. l'analogia dev'essere in ambito conosciuto
3. l'espressione deve coinvolgere i sensi e suscitare pensieri positivi
4. la metafora non dev'essere più alta del concetto che esprime: se troppo originale, meglio anticipare espressioni come "per così dire"
5. la metafora dev'essere discreta, come un ospite che è stato portato per mano (non trascinato) in un posto non suo.


Perché la metafora piace tanto?

La metafora è molto diffusa nel linguaggio scritto e parlato: abbiamo a disposizione una ricca scelta di parole, ma preferiamo gli usi traslati.
Perché?
Cicerone spiega così il fenomeno:

1. appare come una dimostrazione d'ingegno, perché si tralascia ciò che è a disposizione per cercare qualcosa di nuovo
2. ha un potere evocativo, capace di trascinare lontano il pensiero del pubblico senza depistarlo
3. concentra in una singola parola il concetto e tutto ciò che lo circonda
4. coinvolge i sensi, sopratutto quello più acuto: la vista

Il pubblicitario sa che il fascino della metafora è visivo, perché sottopone alla mente ciò che non si può osservare in altro modo, stimola connessioni, paralleli, legami fra le cose. Tutto in natura trova affinità in contesti diversi: nomi, espressioni, colori. E dove c'è affinità c'è una parola che la contiene.


È un medicinale: usare con cautela

La metafora è un medicinale della lingua: sopperisce le mancanze, stabilisce l'equilibrio, esalta la salute. Come tale, va somministrata con cura.
Il bravo (copy)writer è parco e raffinato. E si chiede sempre se il testo guadagna qualcosa in vivacità e chiarezza. Ricordiamoci che le figure retoriche colpiscono il lettore, ma richiedono uno sforzo interpretativo: bisogna valutare se si guadagna nell'effetto finale. Stesse regole di buon gusto si consigliano all'art.
La metafora s'insinua nel messaggio, come un serpente silenzioso e sapiente.

Fonti:
"L'arte di comunicare" a cura di Paolo Marsich - Oscar Mondadori, 2011

La metafora visiva: il caso "U2"

Cosa c'entrano gli U2 con la metafora visiva?
Super-band di Bono o super-brand... che sa di b(u)ono?



Chi l'avrebbe mai detto?
Dopo 36 anni di onorata carriera, il nome della band irlandese più famosa del mondo è finito sui manifesti di un supermercato.
L'omonimia non è certo scontata, come i prodotti sul bancone; sarà per l'abitudine di scindere la pasta alla chitarra dalla chitarra e il buono promozionale dal Bono emozionale.
Alla fine l'importante è cogliere il parallelo. All'inizio, però, mi ha colpito il linguaggio metaforico del manifesto promozionale.

Metaforica-mente
La mente metaforica dei manifesti U2 è quella dell'agenzia milanese Melismelis, che spiega così la sua scelta di comunicazione controcorrente:

"La comunicazione di U2 Supermercati si differenzia da quella tradizionale dei competitors, perché non mostra i prodotti né il supermercato e pone l'attenzione sui propri valori e sulle motivazioni delle proprie scelte controcorrente; il fine è quello di sedurre il target con il racconto di una nuova visione della spesa [...] L'approccio comunicativo è quello di uscire dal coro e di intercettare il pubblico con un messaggio inedito e sopra le righe. Tutto questo, usando  metafore semplici, dal tono leggero e irriverente".

Tutto bene.
Ma dove si nascondono queste metafore?

Metafora visiva
Il linguaggio pubblicitario ama la metafora, figura retorica che coinvolge i sensi; e la sfrutta su tre piani:
  1. testuale
  2. visivo
  3. complementare (testo + visual)

Sintesi perfetta
Il manifesto dei supermercati U2 è un esempio perfetto di metafora complementare, in cui testo e immagine si fondono in modo perfetto.
I motivi per cui mi ha colpito sono tre:
  1. stile famigliare, che non sfocia nel banale
  2. tono ironico
  3. registro orginale
La  metafora "per chi non vuole essere martellato dai volantini" batte - è pessima lo so - sul fastidio provocato dal continuo arrivo di volantini promozionali, concetto rafforzato dall'immagine del pesce martello.

Lo slogan "supermercato controcorrente" si allinea perfettamente con lo stile della campagna.
Quello che esce dal branco è un comune pesce rosso, che vuole distinguersi e sceglie U2.
Concludendo...
... la trasposizione visiva della metafora  rafforza il concetto del messaggio e lo rende suggestivo.
La figura retorica fa parte del linguaggio familiare e riesce a sedurre il pubblico in modo intelligente; per questo, consiglio d'imparare a sfruttarla in tutte le forme... magari con un giochino elementare!
Immagini:
blogfoolk.com
Adv - Strategie di comunicazione #6 2012 - 55° Anno - pp.17
Testo:
Wikipedia - Enciclopedia online
schizzi&scazzi.blogspot.com
Adv - Strategie di comunicazione #6 - 55° Anno - pp.17-18, articolo "Occhio al prezzo ... e alla qualità"