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Canon tra Can e Cannot

Nella battaglia del claim, le figure retoriche sono ottimi alleati.
Ma stai attento.
Devi conoscere il significato delle parole e dei loro contrari.
Il rischio è quello di travisare il messaggio.

"You can canon" è uno slogan, che ha fatto la storia della pubblicità; dopo il celebre motto di Obama per la candidatura alle presidenziali, poi, sta vivendo una "seconda giovinezza".


L'allitterazione (can-canon) lega il nome del brand al verbo "to can", coniugato alla seconda persona singolare. Il tono diretto e colloquiale si concretizza nell'appello: "Con Canon, tu puoi".
Fin qui, tutto liscio.

Eppure, la mente di una persona curiosa potrebbe trasformare l'allitterazione in una controproducente  (quanto musicale) paronomasia.
L'equivoco è nelle parole e nell'esistenza dei loro contrari.
I passaggi di "trasformazione retorica" sono tre: 

1. l'allitterazione gioca sulla ripetizione del verbo "can" nel prefisso del sostantivo Canon
2. il contrario di "can" è "can not" o "cannot"
3. la forma negativa contratta "cannot" s'avvicina molto più di quella affermativa al nome "Canon".

Qual è il risultato?
Una paronomasia tanto "azzeccata", quanto rischiosa:


"Tu non puoi Canon" (leggi pure: con Canon tu non puoi).
Il disastroso (dis)appello pretende dal target una buona dose d'ironia, non sempre scontata.
La fortuna di Canon è che gli italiani anglofoni sono pochi e ancor meno quelli che si lambiccano il cervello con le figure retoriche. La risposta poteva essere un "grido di guerra" irritato e divertito:



Immagini da:
azzurriprint.co.uk
gestec2000.com
cartucciastore.eu
Definizione da:
Wikipedia - Enciclopedia on-line
Definizione di "allitterazione" - vedi  post 'Attenzione c'è l'allitterazione'

 

L'allitterazione? Quando c'è, c'è.

L'allitterazione è una figura retorica con un paradosso insito: si fonda sulla ripetizione, ma non si deve ripetere troppo.
Il rischio è la perdita di creatvità...


Caro copywriter sei andato a scuola, hai imparato la lezione e fai uso disinvolto delle figure retoriche; a volte, però, sembri essere più esperto nel copiaggio dei "compiti" altrui. 
Perchè quando c'é allitterazione, si ripete uguale senza alcuna innovazione.
Ecco tre esempi plateali di poca fantasia compositiva:

Ceres c'è

Per citare la Mondaini: "Che noia, che barba; che barba, che noia!"
La mancanza di creatività è evidente; a parte l'idea ripetuta (che, in quanto tale, non è più idea), l'allitterazione è una figura retorica che "pone l'accento sui rapporti tra parole messe fonicamente in rilevanza". 
Nei tre casi citati, queste parole hanno rapporti fonetici (ce/c'è) e grammaticali (nome del brand/verbo) praticamente identici...
Ci hai fatto caso?
Dai un'occhiatina a questo grafico:

rapporti fonetici

Copiaggio spudorato o scarsa originalità?



Immagini:
magichousetortonoa.it
newnotizie.it
kitepassion.it
imaniaci.blogspot.it
Video:
youtube
Fonti:
Wikipedia - Enciclopedia on-line