Visualizzazione post con etichetta Brand. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brand. Mostra tutti i post

Che Nutella sarebbe senza pane col ricciolo?

Finalmente è arrivata l'estate. 
Viva il calore, morte alla caloria.
Uno slogan perfetto, se non fosse che ha un piccolo difetto: mi chiamo Zanella e faccio rima con "pane e Nutella".
Ecco il racconto di una mattina - delirante - come tante.


Stamattina sono uscita per comprare il pane integrale.
Lo so: è un'illusione pensare che sia meno calorico di quello normale; ma non è stato questo l'errore fatale. Cercando il caffè sono incappata nell'anta vietata: quella che nasconde cibi super-calorici, etichettati con slogan "lontano dagli occhi, lontano dal cu... ore".

Lei - tentazione pura - m'aspettava immobile nel suo barattolo trasparente da 1 kg: avanzo scomodo d'una Pasqua "da spalmo compulsivo". Perché diciamolo: Nutella - come la malta della migliore qualità - si spiattella bene in qua e in là:

  • cucchiaio - anche se ti consumi la lingua e ciucci forte per scollarla dall'acciaio
  • biscotto - anche se le polverine/ine s'inglobano nel composto e fanno un polverone/one
  • Pandoro/Panettone - anche se non si spalma bene e la mollica fa una palla di neve
  • Colomba - anche se quei granelli di zucchero non ci stanno affatto bene
  • pane - anche se devi scegliere quale comprare.

E io secondo te, che m'accingevo a fare? Ho cercato di allontanare il pensiero.
E devo dire che le controindicazioni da assunzione di Nutella con 40 gradi all'ombra mi hanno dato ottimi spunti; ma - ahimè - anche gli spunti-ni hanno il loro perché.
Indi ho cominciato a tirare fuori luoghi comuni a manetta; sì perché Nutella è il prodotto più "metaforizzato" del mondo brandizzato.
Ci hai mai fatto caso? Se la mangi sei:

  • depresso/a
  • incazzato/a
  • malinconico/a
  • isterico/a
  • fuori controllo/i
  • nostalgico/a
  • infantile/senza "il"
  • vintage

La realtà - core di mamma - è che il ricordo te lo porti dall'infanzia. 
Arrivi a pensare che sia quasi una droga, tipo Coca Cola che tutto trafora; o che sia circolazione virale, che core di mamma non poteva evitare; o che sia colpa della noce contratta, che Nut con -ella attacca. Fatto sta che al mondo non esiste cosa più bella.

Pane pane, vino al vino... caro amico, io te lo dico: ho ceduto al pane pane, Nutella alla Nutella.
E qui arriva il nocciolo (?) della questione: fetta, ciabatta o pagnotta fresca?
Guarda è una cosa seria, perché ognuno ha le sue abitudini che - si sa - son dure all'al-di-là.

Io sono per la pagnotella fresca di piccole-medie dimensioni stile "pane arabo".
Sì, quella della foto; proprio quella che ho comprato al posto del pane integrale.
Non solo perché pagnotella fa rima con Nutella e pure con Zanella, ma anche perché amo il ricciolo.
Quale mi chiedi? Suvvia, lo conosci bene anche tu:

  1. tagli il pane
  2. spalmi il primo strato d'ingrediente leccornioso, che s'assorbe subito 
  3. spalmi il secondo strato d'ingrediente leccornioso, che scivola sul primo
  4. spalmi il terzo strato d'ingrediente leccornioso, che fuoriesce dal bordo
  5. chiudi le fette di pane
  6. dai il primo morso
  7. guardi soddisfatto 
  8. mastichi impastato
  9. (s)premi la fetta contro fetta
  10. vedi il ricciolo sgorgare come un'onda sulla sponda
  11. lecchi di gusto 
  12. risucchi tutto

Insomma, senza nulla togliere allo slogan del '64 "una delizia da spalmare sulla fetta di pane" o al più recente "Che mondo sarebbe senza Nutella", io dico: "Che Nutella sarebbe senza pane col ricciolo?"


Approfondimenti:
Video cult Nutella - ricetta, storia, Carosello

Il Mago G tra riso e fantasia

Esistono spot, che fanno parte del nostro immaginario.
Esistono personaggi, che appartengono alla fantasia.
Esistono brand, che comunicano con il sorriso e con la magia.
Parliamo di Galbusera.

 
Magia
Ti ricordi il "Mago G" di Galbusera?
Milano, anno 1981.
Un personaggio bislacco con i pattini ai piedi, si presenta in Parco Sempione e lancia un messaggio alla folla divertita. Ha una parrucca gialla, come il frac; una tuba a strisce romaniste e una cariola piena di frollini. Più che un mago, "G" sembra un folletto spiritato; ma è buono, come i biscotti "che vuole fare assaggiare a tutti".
 
(Sor)riso 
Hai visto l'ultimo spot "Riso su Riso" di Galbusera?
Casa di tutti, anno 2012.
La fine del mondo si avvicina, ma tu sei preso dalle tante disavventure quotidiane: oggi sei caduto dal pero, perchè ti hanno piantato all'improvviso; sarebbe meglio dire... scaricato.
Lo racconti ad un'amica, che ti guarda e si mette a ridere; più che nella vita reale, ti vede nel "campo di grano" di Lucio Battisti.
E lo spot strappa il sorriso, promesso nel pay-off: "Più c'è riso, più ti senti leggero".
 
Espedienti
A distanza di trent'anni, la comunicazione Galbusera resta ancorata al mondo dell'immaginazione e della fantasia; una scelta coerente con la tradizione del brand, che si adatta bene al tipo di prodotto pubblicizzato (nuova linea "RisoSuRiso"). 
Il tono dello spot è semplice, ironico e leggero; di quelli che allontanano i pensieri, la crisi e la fine del mondo. Il copywriter gioca sul doppio senso della parola "riso", sinonimo di "risata" e di "cibo".
Ma gli espedienti non finiscono qui: ce ne sono almeno due, che già conosci.
Ricordi?
Ne abbiamo parlato il mese scorso.
 
1. Metafora visiva (terzo paragrafo)
I verbi "piantato" e "scaricato" sono metafore, che rendono ironico un momento tragico: la fine di una storia d'amore; "caduto dal pero" è un modo di dire altrettanto efficace.
Il filmato enfatizza lo stile del testo e il suo tono leggero.
 
2. Trasformazione (punto #1)
Il cambio di consonante è nel claim finale:
"Con riso su riso io ci riso su", invece di "rido".
Guarda caso, la trasformazione avviene sul nome del prodotto.
 
Che fine ha fatto il "Mago G"?
Il suo vero nome è Luca Levis e non produce jeans: preferisce guidare gli aerei.
T'interessa conoscere la sua storia? 
 
E adesso dimmi...
Chi ti fa ridere di più?
Il "Mago G" o "RisosuRiso"?
 

Testi:
ADV Strategie di Comunicazione #7 - 2012 - 55° anno, pag. 18
Visual:
simonedoinel.tumblr.com
youtube.com "Spot Galbusera 2012"

La metafora visiva: il caso "U2"

Cosa c'entrano gli U2 con la metafora visiva?
Super-band di Bono o super-brand... che sa di b(u)ono?



Chi l'avrebbe mai detto?
Dopo 36 anni di onorata carriera, il nome della band irlandese più famosa del mondo è finito sui manifesti di un supermercato.
L'omonimia non è certo scontata, come i prodotti sul bancone; sarà per l'abitudine di scindere la pasta alla chitarra dalla chitarra e il buono promozionale dal Bono emozionale.
Alla fine l'importante è cogliere il parallelo. All'inizio, però, mi ha colpito il linguaggio metaforico del manifesto promozionale.

Metaforica-mente
La mente metaforica dei manifesti U2 è quella dell'agenzia milanese Melismelis, che spiega così la sua scelta di comunicazione controcorrente:

"La comunicazione di U2 Supermercati si differenzia da quella tradizionale dei competitors, perché non mostra i prodotti né il supermercato e pone l'attenzione sui propri valori e sulle motivazioni delle proprie scelte controcorrente; il fine è quello di sedurre il target con il racconto di una nuova visione della spesa [...] L'approccio comunicativo è quello di uscire dal coro e di intercettare il pubblico con un messaggio inedito e sopra le righe. Tutto questo, usando  metafore semplici, dal tono leggero e irriverente".

Tutto bene.
Ma dove si nascondono queste metafore?

Metafora visiva
Il linguaggio pubblicitario ama la metafora, figura retorica che coinvolge i sensi; e la sfrutta su tre piani:
  1. testuale
  2. visivo
  3. complementare (testo + visual)

Sintesi perfetta
Il manifesto dei supermercati U2 è un esempio perfetto di metafora complementare, in cui testo e immagine si fondono in modo perfetto.
I motivi per cui mi ha colpito sono tre:
  1. stile famigliare, che non sfocia nel banale
  2. tono ironico
  3. registro orginale
La  metafora "per chi non vuole essere martellato dai volantini" batte - è pessima lo so - sul fastidio provocato dal continuo arrivo di volantini promozionali, concetto rafforzato dall'immagine del pesce martello.

Lo slogan "supermercato controcorrente" si allinea perfettamente con lo stile della campagna.
Quello che esce dal branco è un comune pesce rosso, che vuole distinguersi e sceglie U2.
Concludendo...
... la trasposizione visiva della metafora  rafforza il concetto del messaggio e lo rende suggestivo.
La figura retorica fa parte del linguaggio familiare e riesce a sedurre il pubblico in modo intelligente; per questo, consiglio d'imparare a sfruttarla in tutte le forme... magari con un giochino elementare!
Immagini:
blogfoolk.com
Adv - Strategie di comunicazione #6 2012 - 55° Anno - pp.17
Testo:
Wikipedia - Enciclopedia online
schizzi&scazzi.blogspot.com
Adv - Strategie di comunicazione #6 - 55° Anno - pp.17-18, articolo "Occhio al prezzo ... e alla qualità"


Mascara Vamp di Pupa: perchè?



Wow, che pupa.
E che vamp.
Peccato che la seconda parola non ha un'accezione positiva.
Scopriamo perché...

Mascara Vamp Pupa è un prodotto con un naming che è tutto un programma.

Non cambiare canale
Che programma vedi nello spot?
Iniziamo dal principio: il brand name.
Cosa significa Vamp?
Ecco due piccoli indizi:
1. non è un acronimo inglese
2. se sei una donna, potresti offenderti.
Vamp è l'abbreviazione della parola Vampira.
Si tratta di una femmina con un gran fascino, che succhia le energie vitali (o economiche?) dell'uomo portandolo alla follia, alla perdizione e, infine, alla distruzione; l'essere maschile non può sfuggire al suo dominio: lei comanda, lui soccombe.
Sarà per questo che, anche se diviso in due parti, il nome ha un senso spaventoso?
Vamp - ira
E se si arrabbia... oh my god!
La pupa in questione è talmente pericolosa, che nell'immaginario collettivo si assimila alla dark lady: la vedova nera senza pietà, che nasconde conflitti e cova vendetta.
Fumetti e cinema sono pieni di esempi di Vampire DOC.


Indimenticabile è Scarlett Johansson in Iron Man 2; ma possiamo citare anche Catwoman o Satanik.
 
 
Nero negazione
Per descrivere un personaggio così oscuro, la tinta più indicata è il nero: negazione del colore. 
Il nero rappresenta il limite assoluto oltre il quale non c'è più nulla. Il bianco è la pagina vergine sulla quale si può ancora scrivere una storia, il nero è la conclusione definitiva. Nero e bianco sono i due estremi, l'alfa e l'omega, l'inizio e la fine, il sì ed il no. In quanto negazione, il nero significa rinuncia, capitolazione completa, abbandono. Chi sceglie il nero protesta energicamente contro una situazione che non è come vorrebbe che fosse. Si ribella alla sorte, rischiando di agire in un modo precipitoso ed irrazionale.
Così parlano gli psicologi, che non per niente usano la metafora "buco nero" per descrivere una situazione di depressione da cui non si riesce (o non si vuole) uscire.


Il nero di Pupa
Mi ha colpito molto la pubblicità di Pupa e mi sono chiesta: "Perchè girare uno spot sul trucco senza colore?"
La risposta stimola altre domande. 
1. Che vamp rappresenta Pupa?
La donna forte, affascinante, sicura; ma anche quella che non lo è e lo vuole diventare. Desideri avere poteri fatali? Compra il mascara.
2. Che colori usa Pupa?
Il bianco e il nero, per dare risalto ai conflitti interiori del personaggio "Vamp". L'assenza di colore è anche un valido espediente per far spiccare le "ciglia esagerate" della protagonista.
Unica nota di passione, il rosso del brand name.
 
 
E tu cara lettrice?
Ti riconosci nell'immagine di Pupa?


 
Fonti:
Wikipedia - Enciclopedia on-line
answer.yahoo.com
youtube.com
Immagini:
lisatesini.blogspot.com
cinema.tuttogratis.com

Il Copy-Ad per Land Rover

L'abbiamo già detto: il Copy-Ad sta tornando in auge.
E Land Rover che fa?
Decide di stare al passo con i tempi - risposta scontata per una causa automobilistica.




Quelli che vedi qui sopra sono tre annunci stampa dell'agenzia Y&R, pubblicati a Dubai.
Davvero interessanti, non trovi?
Se sei d'accordo, ti dico cos'è piaciuto a me.

Sfondo
Osserva lo sfondo.
Non ricorda il mirino di un fucile?
Sappi che la somiglianza non è casuale: entrambi sono stati pensati per soddisfare le stesse esigenze: 
  • limitare la vista
  • inquadrare il contesto
  • attirare lo sguardo sul punto focale


Colore
All'esterno, lo sfondo si presenta grigio, chiaro e uniforme.
Perché scegliere un colore così piatto e monotono?
  1. Non attira l'attenzione
  2. Non affatica l'occhio
  3. Aiuta la lettura
  4. Simboleggia la sostanza che compone il cervello (materia grigia) e la sfera intellettuale
  5. Simboleggia l'oggettività e l'equilibrio, in quanto unione tra bianco e nero (bene e male)
  6. Rappresenta la civiltà industriale, contrariamente a colori come il giallo (= sole) e il verde (= vegetazione)
  7. Rappresenta la saggezza del tempo che passa, in quanto colore dei capelli in età avanzata.



L'arringa difensiva pro sfondo grigio non ti ha convinto?
Don't worry, direbbero gli inglesi: la monotonia è stata pensata per essere interrotta.  


Le cornici geometriche
Le cornici geometriche (dette anche "mirini", per restare in tema con la similitudine iniziale) sono due. Perché?
  1. La cornice esterna è dedicata al contesto in cui ci troviamo: si tratta di paesaggi impervi e scoscesi, impossibili da affrontare senza i giusti mezzi (leggi pure: senza Land Rover)




  1. La cornice interna si concentra sul punto focale dell'annuncio: il testo. Si tratta di una lettera di poche righe, in caratteri neri su sfondo bianco. Il font (Accord SF) non è d'uso comune, ma ben si adatta allo stile epistolare e confidenziale. Il contenuto, ironico e frizzante, è perfettamente in linea con brand e messaggio.


Conclusione
Ok, mi hai sgamata: ho una passione evidente per il Copy-Ad.
Amo le parole e sono una copywriter all'antica, convinta che il buon testo nel giusto contesto valga più di mille immagini. E tu come la pensi?


Immagini:
ibelieveinadv.com
volantinoweb.it

Prendi spunto dallo spot di punto

A noi piace Punto
E' il titolo della nuova pubblicità per Fiat Punto, ideata dall'agenzia Kubelibre e visibile sugli schermi da Gennaio 2012.

Lo spot di Punto
"Decisamente una bella pubblicità", ha detto mia madre l'altra sera a cena.
Sono d'accordo con lei, per quattro buoni motivi:
  • testo e immagine si integrano, dando senso al messaggio;
  • il testo gioca con arguzia ed ironia sul doppio senso delle parole;
  • l'immagine ritrae luoghi comuni, ben riconoscibili;
  • l'immagine ritrae luoghi e situazioni tipiche dei paesi europei concorrenti.
In breve: si tratta di una perfetta fusione tra immagine e parola, proposta in tre situazioni diverse.
  • Adolescenti in minigonna sono ritratte in varie situazioni english style; al loro fianco campeggia la scritta: 'Questa è la mini che amiamo'
  • Una concitata partita di polo è un esplicito richiamo alla terra teutonica; la scritta che accompagna la scena è: 'Questo è il polo che amiamo'
  • Una travolgente festa in riva al mare ha un chiaro sapore ispanico; tra i concitati movimenti dei partecipanti, compare la scritta: 'Questa è la fiesta che amiamo'
Le tre scene sono intervallate da riprese sui particolari della nuova Punto, cui fa da sfondo il testo: 'Questa è l'auto che ci piace'.

Prendi spunto dallo spot Punto
Lo spot Punto mi pare un modo intelligente e spiritoso di fare pubblicità comparativa, con la giusta dose di ironia e una nota in più di fiero patriottismo che non stona mai.

Spot Punto 2012


Fonti:
youmark.com
pubblicitàitalia.it
Video:
youtube.com

Una Escort per la Panda

Non si tratta di due automobili diverse, nè di un'improbabile joint venture tra Ford e Fiat.
La escort protagonista della nuova campagna televisiva per Panda è una donna in carne ed ossa, modello attraverso cui i creativi di Leo Burnett esplorano costumi e vizi degli italiani.
Obbiettivo dello spot, visibile sulle principali reti nazionali a partire da domenica 27 Novembre, è quello d'ironizzare su un fenomeno discusso quanto attuale: quello delle 'accompagnatrici di lusso'.
Il tono vuole essere satirico e per nulla offensivo, come sottolineato dalla riconferma di Piero Chiambretti a voce fuori campo.
C'è da augurarsi che gli italiani abbiano ancora tanta voglia di ridere e di scherzare su problemi reali: l'argomento è scottante e gli animi potrebbero infiammarsi di rabbia, più che di passione; soprattutto quelli delle donne, ormai stanche di vedere la loro immagine abbassata a noiosi e ripetitivi clichè.



Fonte e Immagine:
youmark.com

Religione tra peccato e missione

Le tematiche religiose accomunano le nuove campagne DonnaOro e Benetton.
L'annuncio stampa della nota marca di gioielli sarà visibile sui periodici nazionali tra la metà e fine dicembre. 
Una croce di brillanti arricchisce il decoltè di una bella donna fasciata in un tubino nero; il prezioso gioiello, circondato da un'alone di luce a forma di 'D', è proposto allo stesso tempo come oggetto del peccato e veicolo per l'ascensione verso una sfera superiore. Visual e payoff , uniti in un unico sfondo nero, definiscono le caratteristiche del brand: il legame profondo e proibitivo fra la donna e l’oro.

Benetton non rinuncia al suo stile provocatorio nel promuovere la Fondazione Unhate, nata con lo scopo di contrastare la cultura dell'odio a favore della tolleranza e della reciproca comprensione.
Concreto veicolo di riconciliazione tra le parti e riconosciuto simbolo dell'amore, il bacio diviene principale leitmotiv del progetto. E così stamattina su Ponte dell’Angelo a Roma, vicino al Vaticano, è apparso un manifesto con il Santo Padre e l'Imam egiziano uniti in un bacio; stesso fatto si è ripetuto a Milano, dove i manifesti con Barack Obama e Hu Jintato sono stai appesi in Piazza Affari e in Piazza Duomo.

Tante saranno le iniziative tese a coinvolgere tutti i possibili stakeholder:  dalle nuove generazioni alle istituzioni, dalle organizzazioni internazionali a quelle non governative, dai talenti della cultura alle persone che da semplici cittadini sono diventate leader di movimenti pacifisti; quell'insieme di soggetti, inomma, che si sono distinti per pensieri e azioni contro la causa dell'odio.                                                    
Segnaliamo:
Il piano di affissione a sorpresa, in cui saranno ingaggiati gruppi di giovani per allestire ed attaccare i manifesti in luoghi significativi per il processo di pace: Tel Aviv, New York, Roma, Milano, Parigi.
Il film 'Unhate', pellicola del regista francese Laurent Chanez, che racconta il precario equilibrio e l'intreccio tra amore e odio;  in un crescendo d'immagini volutamente ambigue, il film sarà visibile sui siti di Unhate e Benetton, su Youtube ed in alcuni cinema slezionati.
La raccolta d'immagini della campagna United Colors of Benetton e degli eventi rilevanti, come ad esempio le azioni di guerra nei punti 'caldi' del mondo. In futuro si potranno pubblicare fotografie e video che andranno a comporre un immenso 'album' virtuale, mentre sono già attive due applicazioni ad hoc:
1. Unhate Kiss Wall, che sceglie in modo casuale le immagini caricate sul web dalle persone e le unisce in un bacio appassionato.
2. Unhate List, un elenco (su piattaforma Twitter) costantemente aggiornato con i nomi di cose e persone che non si odiano.
L'installazione artistica che prenderà forma reciclando bossoli di proiettile inviati dalle zone di guerra. Sarà l’artista cubano Erik Ravelo di Fabrica a fonderli nella Unhate Dove, colomba di pace lunga 4 metri e portatrice del messaggio contro l'odio e l'intolleranza. 

Immagini:
youmark.it
mnews.com
Fonti:
repubblica.it
youmark.it   

Narcyso: l'immagine perfetta è virtuale

Lo specchio riflette un'immagine insoddisfacente di voi? Avete l'impressione che vi parli maligno come alla regina di Biancaneve? Addirittura si diverte a canzonarvi con la puerile filastrocca che fa rima con 'cesso'?
Vanitosi di tutto il mondo rilassatevi: Shiseido ha trovato la soluzione ideale per voi. Porta il nome evocativo di Narcyso ed è uno specchio virtuale con videocamera interna, in grado di catturare la vostra immagine e di sovrapporvi in 3D make-up di qualsiasi genere, occhiali, gioielli, borse ed altri accessori.
Tutto quello che dovete fare è comportarvi come se foste davanti ad uno specchio normale; il magic mirror effettuerà un riconoscimento facciale, permettendovi  di apparire al massimo senza il minimo sforzo. Lo schermo è dotato di touch-screen, attraverso cui si possono scegliere diversi tipi di cosmetico per poi abbinarvi gli accessori adatti. La gamma di colori selezionabili è vasta e comprende anche le diverse gradazioni di sfumato, intenso, miscelato.
Il vantaggio è quello di provare un make-up completo (occhi, guance, labbra) senza bisogno di struccarsi durante e dopo. Non solo: una volta trovato il look ideale, si può memorizzare l'istantanea per confrontare diverse soluzioni e decidere quale tra queste sia la migliore.   I trucchi selezionati, ovviamente, si potranno acquistare direttamente alla cassa.
Narcyso è disponibile in vari formati e può essere integrato anche in una vetrina; inoltre è già previsto lo sfruttamento della piattaforma in altri campi, come i sistemi di comunicazione (web, tv interattiva, consolle, palmari e cellulari, device mobili), l'hairstyle o la chirurgia estetica.
Per il momento il miracolo tecnologico si trova solo in Giappone ed in Inghilterra, ma siamo sicuri che 'la più bella del reame' abbia ormai i giorni contati anche in Italia.


Immagine:
mymakeup.it
Fonte:
youmark.it

Il consumatore al centro

Si moltiplicano le iniziative tese a coinvolgere il consumatore nell' esperienza del prodotto. I cinque sensi interessati sono quelli citati da Bernd Schmitt nella definizione di Marketing esperenziale:
1. vista, udito, olfatto, gusto e tatto (SENSE)
2. sentimenti ed emozioni (FEEL)
3. creatività e cognizione (THINK)
4. fisicità (ACT)
5. relazionalità (RELATE) 
Lo strumento più utilizzato per raggiungere il potenziale acquirente è il sito internet, attraverso cui si può personalizare il prodotto, iscriversi a corsi e concorsi, partecipare ad eventi esclusivi; da non sottovalutare anche la sempre più diffusa esperienza del concept store.
Tra le iniziative più recenti, segnaliamo:
'Svegliati e premiati' - nuovo concorso di Caffè Splendid, sul cui sito  si possono reperire tutte le informazioni necessarie.
'Impara a cucinare gratis' - 4 giorni di corsi gratuiti sponsorizzati dalla nota marca Kenwood ed organizzati presso la Cook&Books Academy di Mondadori. E' obbligatoria l'iscrizione via mail.
'Pantofolart' - l'idea del marchio InBlu, che dà la possibilità all'utente di creare la sua pantofola personalizzata per poi vedersela recapitare a casa.
Shop tecnologici per Coin - l'iniziativa nata dall'accordo tra Coin e Cdc, prende il via nelle città di Brescia e Trieste; l'utente è chiamato a personalizzare il punto vendita con accessori e dispositivi ad hoc.
'Nuovi talenti per l'Europa' - contest RAI creato dai giovani under 18 sul tema della cittadinanza europea. Si partecipa creando uno spot di tre minuti sul volontariato e caricandolo on-line.

Fonti:
comunicazione.it
mmetschmitt.com
splendidcaffe.it
pantofolart.com
youmark.it
nuovitalenti.rai.it

Feeling Red Passion

Campari l'ha sempre saputo: sentiamo e viviamo in rosso gran parte delle nostre emozioni; tanto che la nota bevanda scarlatta si presenta da anni come magico filtro di piacere e peccato, capace di scaldare il cuore e soddisfare il palato.
Il colore rosso, vera star della brand image, continua ad essere filo conduttore tra la femminilità matura di Milla Jovovich, protagonista del Calendario 2012, ed il nuovo sito internet firmato Fullfix.


Il calendario dal titolo It’s the end of the world, baby! è stato presentato a Milano il 27 ottobre; le 13 immagini del fotografo francese Dimitri Daniloff giocano con la profezia Maya, secondo cui il 21/12/2012 ci attenderebbe la fine del mondo che conosciamo e l’inizio di un periodo di grande trasformazione. Campari risponde con scatti sorprendenti ed evocativi, che ritraggono la natura nelle sue immense manifestazioni (dalla desertificazione alla caduta dei meteoriti); l'obiettivo cattura la celebrazione della vita, la trasformazione positiva, il nuovo inizio, l'ottimismo.
Il sito internet punta su un nuovo layout, in cui lo sfondo ha il compito di simulare l’effetto di un sanguigno liquido in movimento attraversato da sprazzi di luce.


Fonti:
youmark.com
blog.panorama.it

Chi vuole un Lucano, alzi la mano!

Vi ricordate le feste di compleanno dei compagni di scuola quando eravamo bambini? Si giocava per ore, scatenandosi in corse affannate; poi, sfiniti e sudati, ci si radunava intorno al tavolo imbandito e la mamma, alzando una bottiglia, gridava: 'Chi ha sete? Chi vuole bere?' E noi, in punta di piedi, alzavamo il bicchiere di plastica in aria urlando 'Io, io, io'.
Se la scena è un pò sbiadita ed offuscata nella vostra memoria, non vi preoccupate: dal 6 novembre ci pensa Amaro Lucano a ricordarvi i bei tempi passati.
Con il claim 'Chi vuole un Lucano, alzi la mano', il brand vuole ricollocarsi sul mercato e ringiovanire la propria immagine, per differenziarsi dai concorrenti senza rinunciare a stile e tradizione.
La campagna on air è un prodotto dell'agenzia McCann Erickson e fa parte di un più vasto progetto multimediale, che vedrà anche il rinnovamento del sito web per mano di MRM Worldwide Italia.
Lucano confida nel fatto che lo slogan, musicale ed orecchiabile grazie ad un uso semplice e sapiente della rima, diventi presto un tormentone; noi ci auguriamo che siano tanti i Peter Pan pronti a cogliere l'ironia ed il gusto pieno della vita. D'altronde, cosa chiedere di più?


Video:
youtube.com
Fonte:
youmark.it

Salumi Negroni in tutte le occasioni


Con la nuova campagna televisiva in onda dal 6 novembre, Negroni vuole convincere gli italiani che i suoi salumi sono adatti in tutte le occasioni.
Gli affettati in vaschetta sfilano al centro di contesti alimentari sempre differenti; attraverso l'espediente visivo che richiama le tecnologie touchscreen, la mano dello spettatore fa scorrere uno schermo immaginario su cui appaiono in sequenza i possibili contesti culinari.
Il sottofondo musicale è quello dell'intramontabile jingle Negroni, riarrangiato per l'occasione dai musicisti della Bottega del Suono.
L'idea risulterà così stuzzicante da stimolare nello spettatore la voglia di stuzzichini a tutte le ore?

Immagine da:
ibelieveinadv.com
Fonte:
youmark.it

Telecom tra Social Adversiting e Viral Marketing

Telecom lancia una sfida agli internauti: inventare una storia per il suo prossimo spot online.
L'ottica è quella del cosiddetto social adversiting, per cui iscrivendosi al sito Futura Francesca si potranno proporre idee originali per la nuova campagna istituzionale; non si deve far altro che partecipare a The Goose, gioco siglato Eikon Strategic Consulting. 
L'idea nasce sulla linea del claim di Sam Mendes: 'Le emozioni non cambiano. Il modo di comunicarle si'; attraverso la storia del cambio generazionale tra la nonna Francesca e l'omonima nipotina, la pubblicità racconta l'evoluzione della comunicazione via cavo dagli anni '50 fino ai nostri giorni.
Il compito degli internauti sarà immaginare i mezzi di comunicazione che la neonata userà in avvenire. Ed è qui che Telecom si spinge oltre, entrando nel campo del Viral Marketing; per comparire tra i 77 classificati, infatti, si dovrà diffondere la notizia dell'iniziativa tra i propri contatti su social network e blog, spingendoli a guardare e votare il proprio spot.
Entro il prossimo novembre, una giuria competente sceglierà 7 racconti da cui trarre le scene della nuova campagna; ma la vera vincitrice del gioco sarà la nota azienda di telefonia, che con questa iniziativa 'a macchia d'olio' riuscirà a raggiungere facilmente milioni d'inconsapevoli utenti.


VIdeo:
youtube

Canon tra Can e Cannot

Nella battaglia del claim, le figure retoriche sono ottimi alleati.
Ma stai attento.
Devi conoscere il significato delle parole e dei loro contrari.
Il rischio è quello di travisare il messaggio.

"You can canon" è uno slogan, che ha fatto la storia della pubblicità; dopo il celebre motto di Obama per la candidatura alle presidenziali, poi, sta vivendo una "seconda giovinezza".


L'allitterazione (can-canon) lega il nome del brand al verbo "to can", coniugato alla seconda persona singolare. Il tono diretto e colloquiale si concretizza nell'appello: "Con Canon, tu puoi".
Fin qui, tutto liscio.

Eppure, la mente di una persona curiosa potrebbe trasformare l'allitterazione in una controproducente  (quanto musicale) paronomasia.
L'equivoco è nelle parole e nell'esistenza dei loro contrari.
I passaggi di "trasformazione retorica" sono tre: 

1. l'allitterazione gioca sulla ripetizione del verbo "can" nel prefisso del sostantivo Canon
2. il contrario di "can" è "can not" o "cannot"
3. la forma negativa contratta "cannot" s'avvicina molto più di quella affermativa al nome "Canon".

Qual è il risultato?
Una paronomasia tanto "azzeccata", quanto rischiosa:


"Tu non puoi Canon" (leggi pure: con Canon tu non puoi).
Il disastroso (dis)appello pretende dal target una buona dose d'ironia, non sempre scontata.
La fortuna di Canon è che gli italiani anglofoni sono pochi e ancor meno quelli che si lambiccano il cervello con le figure retoriche. La risposta poteva essere un "grido di guerra" irritato e divertito:



Immagini da:
azzurriprint.co.uk
gestec2000.com
cartucciastore.eu
Definizione da:
Wikipedia - Enciclopedia on-line
Definizione di "allitterazione" - vedi  post 'Attenzione c'è l'allitterazione'

 

L'allitterazione? Quando c'è, c'è.

L'allitterazione è una figura retorica con un paradosso insito: si fonda sulla ripetizione, ma non si deve ripetere troppo.
Il rischio è la perdita di creatvità...


Caro copywriter sei andato a scuola, hai imparato la lezione e fai uso disinvolto delle figure retoriche; a volte, però, sembri essere più esperto nel copiaggio dei "compiti" altrui. 
Perchè quando c'é allitterazione, si ripete uguale senza alcuna innovazione.
Ecco tre esempi plateali di poca fantasia compositiva:

Ceres c'è

Per citare la Mondaini: "Che noia, che barba; che barba, che noia!"
La mancanza di creatività è evidente; a parte l'idea ripetuta (che, in quanto tale, non è più idea), l'allitterazione è una figura retorica che "pone l'accento sui rapporti tra parole messe fonicamente in rilevanza". 
Nei tre casi citati, queste parole hanno rapporti fonetici (ce/c'è) e grammaticali (nome del brand/verbo) praticamente identici...
Ci hai fatto caso?
Dai un'occhiatina a questo grafico:

rapporti fonetici

Copiaggio spudorato o scarsa originalità?



Immagini:
magichousetortonoa.it
newnotizie.it
kitepassion.it
imaniaci.blogspot.it
Video:
youtube
Fonti:
Wikipedia - Enciclopedia on-line

Whiskas: un caso di sillogismo a metà

Lo slogan può nascondere vere e proprie arguzie retoriche.
Ecco l'esempio di Whiskas.


Sillogismo a metà
In barba ad Aristotele, Whiskas rompe il sillogismo a metà e fa trarre logiche conclusioni.
Dai un'occhiata a questo schema:

premesse e conclusione

Lo slogan si ferma alle premesse e la conclusione diventa messaggio subliminare.
Sembra un procedimento complesso, ma si tratta di una reazione mentale inconscia. 
Ecco la catena logico-deduttiva:

1. il mio gatto ama Whiskas
2. io amo il mio gatto
3. (quindi)
4. io amo Whiskas.

L'amore per il brand è frutto di un ragionamento.
Come il due più due uguale quattro, insomma.

Reazioni
Il fine dello spot è suscitare nel target una reazione positiva (acquisto del prodotto).
 

Vero è che il messaggio può avere un effetto boomerang di chiusura totale.

Comporre un claim è sempre un salto nel vuoto; ma Whiskas ha 7 vite come i gatti.

Espedienti visivi
All'uso parziale del sillogismo, lo spot aggiunge due espedienti di sicuro effetto visivo:

1. lo scorrere delle parole sullo schermo accentua la proprietà transitiva del claim
2. la sostituzione delle parole "Whiskas" e "amo" con l'immagine stilizzata del gatto rafforza
il senso del messaggio subliminare (= Io amo Whiskas).

Video spot Whiskas

Troppa curiosità
Whiskas si rivolge a un target di cultura medio-alta.
Lo spot lascia trarre al pubblico logiche conclusioni e confida nella risposta affettiva/positiva.
Che dici... meglio non ragionarci troppo?
Si sa, curiosità uccise il gatto; peccato che tu sei un essere umano.




Per approfondimenti sulla Teoria del Sillogismo:
Aristotele - Organon, Analitici Primi, Analitici Secondi
Aristotele - De Interpretazione
Platone - Cratilo
Wikepedia - Enciclopedia on-line
Immagine da:
scrrengang.com