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Google toglie la fotina dalla SERP... ed è subito BUU(M)


Ehi ehi ehi... cosa c'entra Renzie?
In effetti hai ragione anche te: il governo aumenta la TASI, ma noi siamo il popolo del web.
E oggi è toccato un giorno infausto: Google ha cambiato le regole dell'authorship e, ovvio, pure quelle dell'Author Rank. 
Traditore, bastardo e Governo ladro - che ci sta sempre bene anche s'è diversa la ragione.

Un po' c'eravamo arresi a quelle foto plasticate sulla SERP - a parte me; ma c'è da dire che al "circo(lo) mediatico" di Google con Panda, Pinguin, Hummingboard e - giustamente - le cerchie siamo abituati.

Ora la questione è questa: all'annuncio dell'abolizione - non della cerchia eh - ma della mitica fotina nella SERP, varia è la reazione dell'utente web:


  • c'è chi richiama l'ordine social(e) al fatto che, in fin dei conti, Mister G è un'azienda; cioè user friend, che ti credevi di fare? Dai eh...
  • C'è chi, veggente come sempre, sghignazza davanti al pre-visto funerale
  • C'è chi si lancia in metafore poetiche, filosofiche, fisiognomiche che manco Crepè
  • C'è chi non ha mai cambiato la fotina sFOCAta e rimane indifferente al circo - come me
  • E c'è anche chi, di tutte queste crepe, non si è accorto per niente


Bisogna dire, poi, che tra il primo gruppo di GGente e l'ultimo c'è un legame trasparente - che però traspare in modo evidente: perché Google, si sa, è una grande azienda; peccato che la piccola azienda italiana ha ben altri problemi della foto su Google. Non ce ne siamo proprio accorti - ahimè.

ALT.
Non voglio dare un taglio polemico al post.
Preferisco esporre quello che Google ha fatto secondo me, che una piccolissima azienda ce l'ho.


Un po' di chiarezza: authorship e author rank

User friend, stai tranqui: Google non ti ha ship-pato l'authorship e puoi continuare a "navigare" in buone acque sotto-copertura. I tuoi contenuti devono avere il loro genitore, perché potrebbe mai essere credibile un post orfano e invisibile? Non in questa società: tutto deve avere il suo perché, si sa.

Già, ma... perché?
Ah! Le ragioni sono nascoste nelle mille e una not(t)e del web. E certo non ti stresserò con le altrettante discussioni sulla giustizia o meno di questa benedetta authorship inspiegabilmente legata con la qualità dei contenuti - impallidiscano pure gli anonimi scritti del Mar Morto, per dire. 

Ma il mare del web ha le sue regole. 
E per dimostrare a Mister G che tu - proprio tu - sei il REggente dei tuoi contenuti, devi farti 'sta benedetta authorship: lei ti dà un bel punteggio DOP, chiamato author rank. Come?
Passo la palla a Salvatore - facendoti notare in un passaggio che il suo nome non è affatto casuale:



E la fotina che c'entra?

La fatina - ops - fotina è il premio che Google ti dà nel momento in cui segui alla lettera il procedimento post(ato): se l'Onnipotente capisce che tu - proprio tu - sei il degno REsponsabile del content kingDOP a quel punto la tua faccina spunta come una MELA sulla SERP [ché ciliegina non ci azzeccava nulla con la mia splendida metafora biblica]...




... e come vedi non c'è solo lei: l'accompagnano degnamente l'indicazione numerica delle persone che ti seguono sul social - as.sociato - Google Plus.

Beh, che strabuzzi gli occhi?
La nuda verità è tanto evidente quanto i vantaggi:

1. la tua foto attira l'attenzione della GGente --> il tuo contenuto spicca fra gli altri come il Sinai
2. le tue "cerchie" - con le loro condivisioni - ti spingono su su su fino al Paradiso della SERP --> sì, è assurdo, oggi la SERP può farti... ascendere
3. sarai molto ma molto figo, farai vedere che ne capisci e tanto tanto tantissimo altro; soprattutto gli altri cominceranno a chiederti come hai fatto a "mettere la tua faccetta" su Google - ahimè.


Metterci la faccia

Ecco.
Parliamo anche della questione "faccia": se non ce la metti, tu capisci bene che non sei credibile.
Non è un luogo comune, anzi... è molto vero anche nella vita comune.
[Manco a dirlo io - in parte - me ne frego e sul Profilo Twitter ho schiaffato un avatar a volto coperto: se anche il CIP si fissa con l'authorSHIP fate un fischio eh].

Quindi metterci la faccia sempre: la gente deve capire chi sei.
Ripeto, lo trovo giusto; ma poi un po' mi preoccupo perché mi chiedo in quali mani va quella faccia.
Fin dove la regola social del buon comunicare va in contrasto con la regola social(e)?
Tipo parlo per me: la faccia del copywriter prima compariva sotto lo slogan? Anche no.
Positivo? Negativo? Non lo so; quella è tutta un'altra storia.


Le mossette di Google, secondo me

Parlavo di faccia e mi sono venute in mente le "fossette"; da quelle a mossette il passo è breve.
Si chiamano ricerche di mercato. 
Tu hai presente no? Devo lanciare dei servizi e devo sapere se funzioneranno. Anzi, no; la storia parte da ben prima. Devo lanciare un social e l'utente deve avere dei motivi per usarlo; quindi, giustamente, ci sbatto dentro un sacco di plus - nome casuale eh: primo fra tutti, che se fai una ricerca nella SERP da loggato, lei - che velenosa non è - ti restituisce i risultati di tutte le tue cerchie.

Eh caspita!
Non è mica poco... se uso le paroline giuste per promuovere i miei post, "seguo" il pubblico interessato ai miei contenuti e lui segue me... beh... ho fatto BINGO.

Tira un SOSpiro gringo: tutto questo ancora c'è.

Quindi, io devo promuovere una serie di servizi; e con loro una serie di vantaggi.
Io mi chiamo Google e sono un motore di ricerca; io mi chiamo Google e faccio ricerca di mercato.
E tu chi sei? Il mercato, ovvio; e come tale devi dare i buoni frutti.
Allora io ti offro la caramella alla frutta - gusto mela, magari - e ti faccio provare quant'è figo avere la foto sulla SERP. Poi te la tolgo come il peccato originale; e annuncio il nuovo servizio Google Domains.
Non so perché, ma prevedo che se acquisterai un bel dominio quella fotina riapparirà come per magia.
E tu ascenderai nuovamente al Monte Sinai.

Ma il vantaggio è anche sulla "banca dati" che Facebook - diretto concorrente - si rivenderebbe a suon di miliardi. Ovvio: chi non lo farebbe? Oggi le ricerche di mercato si fanno così: capiamolo.
Beh, con la storia del "metterci la faccia" e tutte le raccomandazioni sulle foto plasticate - miraccomando eh, si devono vedere mooooolto bene, il viso dev'essere riconoscibile e tu devi essere lucido - Mister G ha un repertorio segnaletico che manco la CIA. Già.


Dunque...

... sì, lo ammetto: questo post è complottistico: ma se vinco sul domain, domani vinco tutto.
Certo I love Google, ma invito a una certa prudenza: ricordati che TU sei il mercato. Anzi ricordati, come dicono loro, che hanno fatto "esperimenti" --> con te come cavia - ti auguro di Suarez i denti. 
User friend sai che c'è? C'è poco da gongolare, la CIA ti googla; e lei non dormeeee maaaai.
CIAo.

Approfondimenti:
Post di Salvatore su GPlus ---> in italiano

Le parole di Google Plus, ovvero come si usa Google Plus

Hai imparato a usare Facebook.
Poi è toccato a Twitter.
Ora devi capire come si usa Google Plus.
Prima di scrivere, però, ti servono le parole giuste.
Quali? Scopriamolo insieme all'esperta Michaela Matichecchia.



Diciamolo chiaro: nessuno ha capito il senso di Google Plus prima d'iniziare a usare Google Plus.
Insomma, perché un altro social?
A cosa serve?
Non bastano i 1000 che ci sono già?

L'hai pensato anche tu social-media coso. Lo so.
Tu, che cammini per strada mangiando un'apple e ti nascondi dietro i tasti.
E l'ho pensato anch'io che social-media coso - fino a prova contraria - non sono.
Infatti ho iniziato un passo alla volta: iscrizione; interazione con chi mi cercava - lui, tanto, andava; curiosità per qualche post sull'argomento; e quando stavo per abbandonare la nave ho parlato con lei - Michaela Matichecchia - e mi si è aperto un mondo.

Ho scoperto che ci sono più ragioni per usare Google Plus.
Infondo lo dice il nome stesso e leggendo questo post - secondo me - ti convinci pure tu.
Parola di Tourtools.

Parole che... contano
Parlando di social e di Plus, partiamo da un concetto base:

  • +1 è condivisione

E +1 è anche il primo termine che s'impara su Google+. 
Un simbolo - più che una parola - capace d'esprimere nel click una filosofia pluralista:

  • la singola persona insieme ad altre persone fa tante persone

Quando regali un +1 al sito o alla pagina di un social-friend aggiungi la tua segnalazione a quella degli altri; anzi, fai qualcosa di più: condividi un contenuto.
Quindi, se due più due fa quattro, fatti in quattro... più uno.

L'importante è non cadere nel solito tranello di Facebook.
Sarà ch'è stato il primo social a introdurre il like, ma - ammettilo - ne sei ossessionato.
Allora meglio dirlo: +1 non è "mi piace" e i due non vanno confusi.
Dire "mi piace un gelato" è ben diverso dal chiedere "vuoi mangiare un gelato con me?". 
O no? E non è un caso se, mentre sui siti web trovi il pulsante +1, nelle singole pagine del sito compare il pulsante "condividi". Il ruolo è lo stesso: dai un occhio alla tab +1 sul profilo per credere. 

Ma torniamo all'incompreso social-network.
Sotto un post di Google+ i due tasti "+1" e "condividi" sono separati.
Nel primo caso stai dicendo "concordo che il gelato sia buono"; nel secondo approvi e diffondi consenso.

Profilo e pagina: tra persona e brand fatto persona
Su Google+ hai un profilo.
O anche più di uno, se vuoi; anzi, tanti quanti account gmail possiedi.
Ma la regola della social netiquette è chiara: devi usare un nome reale.
Non solo.
Ogni azienda, organizzazione, attività può creare dal profilo una o più pagine.
Profili - tuo, nostro, loro - e pagine sono comunque persone: quelle che le hanno create.

Cerchie: suddivisione in gruppi di persone e/o interessi
Su Google+, come nella vita reale, vivi di frequentazioni.
Ma - a differenza della vita reale (o forse no?) - puoi creare cerchie con tanto d'etichette: compagni di scuola, amici dello stadio, colleghi, famiglia; alcune le suggerisce lui di default, altre puoi crearle tu stesso.
Perché?
Lo scopo è facilitare la condivisione mirata e non inviare foto, post, video, eventi sul calcio alla mamma che il calcio non lo guarda - per dire.
Ogni volta che scrivi un post, vai su "A:" e scegli la persona o la cerchia con cui vuoi condividerlo. 
Con due semplici mosse farai... rete. 

Hangout e condivisione dal vivo
Su Google+ puoi parlare dal vivo con chi ti pare: giocatore di pallone, cantante, attore o... Presidente.
Non devi pagare e gli altri possono invitarti all' hangout on-air oppure in presa diretta. 

Già ma che cos'è questo hangout?
Una conference call, trasmessa e registrata su qualsiasi sito, su Google+ e - udite, udite - su YouTube.
Tu, io e altre persone - massimo dieci -  possiamo chiacchierare, scambiare opinioni, chiedere, imparare. 
Il video rimane a disposizione sulle due piattaforme e può essere - indovinate? - condiviso da altre persone.

C'è anche il nuovo servizio Google Plus hangouts per chattare o avviare una videochiamata con le cerchie o con qualunque persona abbia la possibilità di contattarti. 
Per gestire questa possibilità vai su impostazioni dell'account Google+.  

Pubblico, ovvero condividere senza confini.
La condivisione può essere su cerchie, singole persone o... pubblico. 
L'opzione "pubblico" è una parola molto importante su Google+: consente a chiunque di vedere i tuoi post, anche al re dei motori di ricerca Google. 
Se non hai scritto un contenuto privato o specifico, scegli sempre "pubblico" tra le opzioni "A:".

Post: cosa condividi?
Altra parola importante è post, sinonimo di pensiero, articolo, foto, video, link, invito a un evento. 
Attenzione che su Google+ il link solo soletto è spam; e sono tante le parole da imparare per segnalarlo: "disattiva", "segnala/blocca", "segnala come spam o abuso". 
Tutte parole che trovi sul menu contestuale dei post e anche su profili/pagine.

+1, condividi, commento, menzione: interazione
Ad ogni post puoi dare un +1 oppure condividerlo.
L'abbiamo già detto.
Aggiungiamo che in quel post puoi lasciare anche un commento. 
Queste 3 parole - +1, condividi, commento - si riassumono con il termine interazione.
Non solo.
Nel commento e/o nel post puoi menzionare una persona, scrivendo il suo nome preceduto da +1 o @: si crea subito un link di notifica al profilo/pagina dell'interessato; come su Twitter, con un +1 in più (?).

Notifiche: aggiornamento e flusso di condivisione
Le notifiche si ricevono in tanti modi, anche attivandole negli stream delle cerchie. 
Calma e sangue freddo: non sputare sangue su questa parola. 
Stream non è altro che il flusso di notizie: c'è quello del profilo, quello della pagina, quello della home e quello... delle cerchie; per trovarlo - sì c'è un flusso di post differenziato per ogni cerchia - vai in home e cerca il menu orizzontale. Cliccando sulla cerchia specifica, appaiono solo i post di quelle persone: puoi decidere se visualizzarli nello stream della home - con quelli di tutti gli altri - o ricevere notifiche mirate.  

Su #Googleplus ci sono anche gli stream degli hashtag, ovvero quelle parole che mettiamo dopo un cancelletto; e si possono avere addirittura gli hashtags automatici.
Sempre nel menu orizzontale home, infine, c'è l'opzione layout stream: serve per visualizzare i post su una o più colonne; infondo trovi le ricerche che hai salvato.

Ricerca: scoprire, esplorare, trovare
Ricerca è la parola d'ordine per entrare nella testa e nei tasti di Google Plus.
Usa la barra di ricerca per trovare tutto quello che vuoi.

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