E' primavera e stiamo facendo una bella passeggiata in montagna.
L'aria è tersa e frizzantina, le narici inebriate dall'intenso profumo dei pini e dei fiori; dopo un lungo e faticoso cammino, abbiamo trovato un posticino soleggiato con un panorama mozzafiato.
Siamo soli, felici ed in pace con noi stessi. Ammiriamo lo spettacolo che ci circonda e ci sentiamo quasi in obbligo di aprire le braccia verso il vuoto, urlando al vento la nostra euforia; ma ecco che il suono acuto della nostra voce, rotto improvvisamente il silenzio, sbatte violentemente sulle pareti rocciose che ci circondano e rimbalza verso di noi.
L'aria è tersa e frizzantina, le narici inebriate dall'intenso profumo dei pini e dei fiori; dopo un lungo e faticoso cammino, abbiamo trovato un posticino soleggiato con un panorama mozzafiato.
Siamo soli, felici ed in pace con noi stessi. Ammiriamo lo spettacolo che ci circonda e ci sentiamo quasi in obbligo di aprire le braccia verso il vuoto, urlando al vento la nostra euforia; ma ecco che il suono acuto della nostra voce, rotto improvvisamente il silenzio, sbatte violentemente sulle pareti rocciose che ci circondano e rimbalza verso di noi.