L'anno scorso...*

* ... è andato, finito, caputSiamo giunti al capolinea da circa una settimana; nel frattempo son passati Babbo Natale, Santo Stefano e pure la Befana. C'è chi si volge indietro con tanta nostalgia, chi guarda avanti con ottimistica euforia. 
Ma - sai che c'è? - la domanda è sempre la stessa: "Questa crisi quando cessa?"



Il duemilaCredici è finito col botto.
Lo scorso anno l'ho battezzato così e, te lo dico, ci ho creduto parecchio.
Ho fatto bene? Ho fatto male? Alla luce dei 365 giorni passati, ti confido che il bilancio è in pari.
Una cosa senza infamia e senza lode: tanti progetti portati a buon fine, tanti altri nel cassetto con mille cosine. L'essenziale, ormai l'ho capito, è agire. Questo il primo pensiero che ho fatto al momento del botto finale: quello da "stappo"; il secondo è stato che, infondo, non c'è inizio d'anno senza un degno BOOM augurale.
Poi vada come vada: l'importante è è è... finire (semicit.).

Chissà, quindi, che si stoppi questa crisi nera della tricolore bandiera.
Chissà che il BOOM torni a farsi sentire, ma nelle nostre taschine.
Perché altrimenti il botto lo facciamo noi, visti i quintali di rabbia che ci portiamo addosso.

Ma non ci voglio pensare, no.
Quest'anno lo voglio iniziare all'insegna di due slogan or ora coniati ad hoc:


  • Happy New Y...ou
  • Happy New Year, without fear


Dal giorno 1 il pensiero vola subito alle cose da fare: calendario editoriale, progetto (ri)strutturale, nuovo blog talmente bello da restarci male. No, dai scherzo; qualcosa nel cassetto c'è, ma non l'ho mai lanciato in high-profile e manco voglio iniziare.

In realtà, come sempre, affiderò il mio pensiero alla gente.
Tra una riga e l'altra di questo blog son passati fiumi di cose, ma soprattutto di persone.
Non particelle infinitesimali, ma flussi cerebrali. Conti mai quanti occhi si poggiano sui tuoi pensieri? Ti sei mai chiesto di chi sono quegli occhi, da dove vengono, che storie hanno e cosa stanno cercando?
Io sì; e trovo la cosa più affascinante di mille progetti pianificati. C'è chi vaga sul motore e ti sceglie tra mille persone; chi ti concede fiducia costante e tempo importante; chi ti legge perché vede in te qualcosa di grande. Una bella responsabilità che va al di là di lavoro, scopi, finalità.

Insomma, bloggare per me significa questo.
C'è da sgobbare, ma lo faccio tutti i giorni del resto: lavoro reale, sfera famigliare, sforzo colossale.
Quello che mi chiedo all'inizio di quest'anno without fear è: ciò che scrivo a chi interessa?
Quesito che cerco di risolvere leggendo e rileggendo questo blog. Al solito alcune cose mi stupiscono, altre le scriverei da capo e il solo commento è "peccato!". Risultato riflessivo è una selezione di post che i lettori hanno gradito, ma anche no: alcuni sono tra i miei preferiti, altri meno; ma quest'è lo sporco lavoro di chi dona un po' di sé: lo sai bene anche te.


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Par(o)lando



Ah... t'aspetto nel CIP su Google Plus, l'esperimento condiviso per scrittori creativi partito nel 2012. Intanto... CIN CIN and welcome to Happy New You!

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