Le parole della SEO e la sindrome di Gandalf

Ogni mestiere ha la sua croce: quella del copywriter si chiama Search Engine Optimization, per gli amici SEO. Se non vuoi finire a fare parole crociate, meglio scegliere quelle giuste.

What's SEO? Scritta in inglese

Sì, lo so: il tasto batte dove il SEO vuole.
Ma tu non sei un SEO (?) e devi farlo capire al cliente.
Secondo lui ti manca qualcosa: com'è possibile scrivere testi, senza metterli sul sito?
Com'è possibile scalare i motori con la sola imposizione delle parole chiave?
Lui ha capito: sei il solito "bla, bla, bla"; ma nella vita contano i fatti,  tesoro. I fatti.

Ti sentirai dire questo; e molto altro. Meglio mettersi in testa che qualche termine bisogna impararlo.
Giusto per non fare figure barbine col cliente barboso.
Nella social-galassia non sei nato per essere un SEO combattente; ma Benedetto Motisi sì.
E proprio lui, lo SEOjedi in persona, approda nel mio spazio virtuale per spiKKare digitale.
Ecco il suo contributo.

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SEO sì, ma jedi
Parlare di SEO a un cliente con un linguaggio tecnico e oscuro che solo Saruman capirebbe è come tentare di spiegare i segreti della magia arcana agli hobbit. Lui ti vedrebbe come uno stregone un po' matto e trasandato, sempre intento a raccontare storie, strafatto di erbapipa e munito di fuochi d'artificio per stupire con effetti speciali i clienti a-digitali.


Parlare di SEO dall'alto della montagna
Sì, lo so: esporre un progetto web con i tecnicismi del caso ha un gusto epico: ti senti erto sulla cima del monte Caradhras, mentre reciti la misteriosa formula magica: "Per migliorare il ranking sul search engine dobbiamo attuare una strategia tosta, orientata sulle keywords e che rispecchia le query del target. Il mio suggerimento, caro cliente, è fare link building velocemente; magari traendo backlink dai siti con alto pagerank, anche se Matt Cutts dice che vale di più il trustrank. Ricordi cliente? L'abbiamo fatto nella battaglia campale contro il Maligno insieme agli elfi dal forte cipiglio. Tu mi hai chiesto di scalare la SERP nel più breve tempo possibile; ebbene attraversiamo il passo del Caradhras, che la via è stretta e il tempo risibile".

Sì, lo sai: essere sulla cima di quel monte a sciorinare formule magiche astruse, significa prepararsi alla valanga di domande del cliente inquietante. E tu sarai costretto a passare per le miniere di Moira, ripiegando su un linguaggio sotto-terra comprensibile anche a un nano sbronzo.
Se ne uscirai vivo, vedrai l'orizzonte di un bel preventivo.


Glossario magico della SEO (ordine di comparsa)
SEO - acronimo di Search Engine Optimization, traducibile come "ottimizzazione sui motori di ricerca". Si tratta di una signora come Galdriel, quindi si dice LA SEO.
Ranking - significa "posizionamento": la fase di ricerca influenzata dalle attività SEO. Un sito ben posizionato è un sito visibile.
Search Engine - è il motore di ricerca, che concide nel 97% dei casi con Google. Un sito ben posizionato appare sulla prima pagina del motore - se hai sfogliato dopo la seconda sei proprio un secchioncello da tomo magico.
Keywords - le "parole chiave", cuore della SEO. Ogni azione finalizzata all'ottimizzazione di un sito, si deve focalizzare su queste parole. Quelle per un sito che vende la migliore erbapipa del decumano sud sarebbero "vendita erbapipa decumano sud" oppure "erbapipa contea". Giusto per fare un esempio. Il bravo web writer fa molta attenzione alle parole chiave che gli utenti inseriscono sul motore per scriverle dentro il testo in un lavoro coordinato con l'attività SEO.
Query - la domanda che l'utente pone al motore di ricerca, consultandolo come Saruman fa con il Palantir. Le parole chiave per ottimizzare il sito devono conicidere con le query.
Link building - costruzione di referenze aritficiali e di collegamenti da altri siti al nostro per aumentarne la visibilità. Google e gli elfi di Gran Burrone deprecano l'artificialità di questa tecnica, perché forza brutalmente il rapporto con i link spontanei (ricevuti in modo naturale).
Backlink - link di ritorno (aritificiali e/o naturali) che puntano all'esterno del nostro sito.
Pagerank - il cuore di Google, incandescente come il Monte Fato: determina il valore dei link che si muovono da un sito all'altro. Ricevere link da una piattaforma con un alto pagerank dà una spinta maggiore al posizionamento: da questo si evince che il web non è più democratico di Rohan.
Matt Cutts - mitologica figura assimilabile a Tom Bombadil: è attraverso di lui che Google annuncia gli aggiornamenti dei propri algoritmi.
Trustrank - algoritmo di Google di cui si sa poco a livello tecnico: determina la fiducia di cui gode un sito. Un portale trusted come Wikipedia, ad esempio, si posiziona bene in virtù dell'ampia fiducia di cui gode presso utenti e motore di ricerca. Costruire il trust di un sito è un'azione molto lunga e va di pari passo con la storia del suo brand.
SERP - ci sono SERP(i) giganti come quelle prodotte dai fuochi d'artificio alla festa di Bilbo Baggins e altre interessanti come la search engine result page (pagina dei risultati di ricerca). Questa è la galassia in cui ci muoviamo: utilizzare le tecniche SEO significa migliorare il nostro posizionamento.
A ogni query - a ogni parola chiave - corrisponde una SERP diversa da ottimizzare.


SEO words' world
Le parole del SEO sono più astruse di una formula magica: inglesismi e acronimi, che racchiudono galassie lontane e misteriose. Linguaggi che il web/copywriter deve conoscere bene: imparare le parole chiave diventa essenziale.
Ringrazio Benedetto per le sue dritte spaziali: laudato sii mio senior (SEO).
Io lo seguo ogni giorno e puoi farlo anche tu sulla pagina SEOjedi di Facebook.