La vocale di Babbo Natale

Ha una certa età.
La lunga barba gli nasconde le labbra.
Non parla, ma emette un suono tra il canto e la risata. 
Si chiama Babbo Natale e questa è la storia della sua vocale.


Una sera nebbiosa, le cinque vocali ricevono una lettera da Babbo Natale in persona. 
"AAAccipicchia" dice la A "cosa vorrà?"
"IIInfatti è strano" risponde la I "non siamo noi a doverne mandare una lì?"
"UUUllalà" esclama la U "che bella sorpresa averla quaggiù!"
"EEEppure" interviene la E "qualcosa di strano c'è".
"OOOk amiche" decide la O "mettiamoci in viaggio: qualcosa scoprirò".

"Grazie d'essere qui" sorride Babbo Natale, fissando il punto sopra la I "Oggi non voglio parlare, perché la mia voce è profonda e gutturale. Cerco una lettera musicale, che ripetuta mi faccia cantare. Voi tutte lettere speciali fate vibrare le corde vocali; ma cinque suoni differenti son troppi per le giovani menti. Ditemi cosa sapete fare: sceglierò quale usare".

"Inizio io" annuncia la a, scalpitando sull'unica gambetta che ha "Amato Babbo Natale, io esprimo divertimento sincero. Il mio ruolo è basso e centrale: la lingua si china riottosa e scivola sotto il dente silenziosa. Sono chiusa come un tondo e aperta come il mondo. Quando mi ripeto, faccio ridere la gente, allevio il dolore, esprimo sollievo e liberazione.
La mia vita è tutta qua: tra un "aaahi", un "aaah" e un "ah ah ah".

"Tocca a me" inizia la i, saltando sul piedino che regge il puntino "Incredibile Babbo Natale, volevo essere la prima a parlare. Io esprimo felicità e derisione. Il mio ruolo è alto e anteriore: la lingua s'allunga verso il dente e fino al palato si protende. Ho una certa statura, ma sono un po' chiusa. Quando mi ripeto, faccio sghignazzare la gente, metto "freno" al rumore, esprimo ilarità e stridore.
La mia vita è tutta qui: tra un "iiio" un "iiih" e un "ih ih ih".

"Ecco lo sapevo" interviene la e, sbattendo l'unico occhio che c'è "Tenero Babbo Natale, arrivo per terza e non mi so presentare. Io esprimo complicità ed equilibrio: la lingua s'allunga verso il dente e tocca il palato dolcemente. Ho una figura mediana: non sono aperta né chiusa, magra né tonda. Quando mi ripeto, faccio ridacchiare la gente, esprimo attenzione, pazienza, sopportazione.
La mia vita è quella che è: tutta presa tra un "eeehi", un "eeeh" e un "eh eh eh".

"Non aspetto più" scalpita la u, dondolando sulla schiena che ha giù "Unico Babbo Natale, sono la vocale più originale. Io esprimo piacere e soddisfazione: la lingua indietreggia rilassata e s'eleva al palato allungata. Ho una forma che tutto contiene: sono chiusa tonda, ma sorridente m'apro verso le stelle.
Quando mi ripeto, stupisco la gente, esprimo piacere, paura e rancore.
La mia vita si muove su e giù tra un "uuuau", un "uuuh" e un "uh uh uh".

"Dulcis in fundo arriva il mio turno" dice la o rotolando sul fondo "Onorato Babbo Natale, sono il capo d'ogni vocale. Io esprimo sorpresa e calore: la lingua indietreggia stanca e sfiorando il palato arranca.
Ho una forma piena e avvolgente: sono chiusa e aperta, tonda e profonda. Quando mi ripeto faccio bene alla gente, do protezione, esclamo sorpresa, ammirazione.
La mia vita è tutto quello che ho: oscilla tra un "oooi" un "oooh" e un "oh oh oh".

"Care vocali" sospira Babbo Natale "non dovete litigare: ognuna di voi avrà il suo bel da fare.
Mi ritiro nel camino a deliberare".

Dopo una notte di riflessione, le vocali rientrano in sala riunione.
"Dolci vocali vi voglio ringraziare per avermi insegnato a cantare.
Comunico la mia decisione con una breve spiegazione.

Tu, cara a, esprimi il fragore della risata: sei aperta, schietta, sincera; allontani la preoccupazione, fai sparire il dolore. Che il tuo ruolo rimanga tale: dar voce al divertimento il giorno di Natale.

Tu, ironica i, fai suonare le campane: sei alta, squillante, metti "freno" al rumore assordante. Hai un punto ch'è una palla di neve, il cavallo parla con te, ride la befana; ma io ho le renne e sono un omone. Che il tuo ruolo rimanga tale: dar voce ai sogni dopo Natale.

Veniamo a te, dolce e: tu esprimi la risata equilibrata.
Sei attenta, saggia, denunci la distrazione; sei belato della mamma al suo bambino, buffetto paterno genuino. Che il tuo ruolo rimanga tale: dar voce all'emozione il giorno di Natale.

Tu, unica u, esprimi piacere e tanto amore. Sei un po' chiusa, ma somigli a un sacco aperto al creato.
Il lupo ulula con te e incute timore; il gufo annuncia una notte di torpore; il bambino urla di stupore.
Che il tuo ruolo rimanga tale: dar voce a mistero e magia la notte di Natale.

L'ultima sei tu, onorata o: esprimi protezione, sorpresa, ammirazione. Sei un cerchio perfetto, che tutto contiene: hai una forma larga e tonda come il mio pancione e l'ampio petto. Sei tu la mia scelta.
Svelta, che il tuo ruolo diventi tale: dar voce a me, Babbo Natale".

E così fu.
Babbo Natale fece una risata "di pancia", disse "OH OH OH" e non parlò mai più.


To be continued...

Questa della vocale di Babbo Natale è una storia che ho scritto nel 2012 per i miei nipotini.
Giocando, si possono imparare tante cose; anche quando siamo già diventati adulti.

Quest'anno ho posto il quesito su "OH OH OH" nella mia community di esercizi su Google Plus.
Non sto scherzando.
La cosa sembra banale, ma perché "O" è la vocale di Babbo Natale?
Non potrebbe fare "ah ah ah", "ih ih ih", "uh uh uh", "eh eh eh"?
Ecco, quindi, le risposte:

- è il suono di un'eco lontana mentre il Babbo s'avvicina o s'allontana
- è lo stupore dei bambini che fanno "oooh" davanti ai loro regalini
[Credit: Uvec Chiu] 

- è la forma tonda della pancia
- è un suono pieno che ricorda paciosità, abbondanza e una risata grassa; una risata... di pancia
[Credit: Alessia Savi di Starrify Design e Roberto Salvato di ZAC.3

- è un suono onomatopeico che sa di protezione e rassicurazione, qualità che comunica la figura paterna e quindi, per parallelismo, Babbo Natale. "Ah ah ah" è una risata che esprime divertimento sincero; "eh eh eh" complicità e una sorta di malizia; "ih ih ih" felicità per le disgrazie altrui e derisione compiaciuta, ma anche la vocina della vecchina (Befana); "uh uh uh" piacere fisico ed emotivo.
[CreditSalvatore Guttilla]

Insomma, ce n'è per tutti i gusti... creativi.
L'importante, per me, è ringraziare e augurare un Buon Natale.