Digitale


Digitale è una parola alla mano (?) con una lunga storia alle spalle.
Il termine deriva dal latino digitus (dito), da cui digitalis (proprio del dito e della sua punta). 
Basti pensare all'impronta digitale o alla digitalis purpurea, pianta velenosa con fiori simili al ditale.

In inglese, il sostantivo diventa digit (cifra) e l'aggettivo digital (proprio della cifra, del numero).
Perché?
Il motivo risale al modo di contare romano, basato sul sistema matematico decimale: dieci sono le dita e ogni dito corrisponde a una cifra.
L'inglese coglie bene la sfumatura di senso e rispetta in toto l'etimologia latina.
L'italiano, invece, deriva:

1. dal latino ---> dito della mano, impronta digitale, modo di contare
2. dall'inglese --> il verbo "digitare" nel senso di "premere un dito sul tasto"; e l'aggettivo "digitale", nel senso di "tutto ciò che si rappresenta con un sistema di numeri".

Bene.
Ma la parola come si rappresenta?
In comunicazione le cose si complicano, perché l'essere umano scambia informazioni in due modi:

1. codice analogico = una serie di gesti non verbali.
Il linguaggio del corpo è analogico, perché i gesti sono continui e non numerabili: non esiste interruzione tra un gesto e l'altro; e il non-comportamento, si sa, è paradossale
2. codice verbale = una serie di parole (orali o scritte).
Il linguaggio verbale si dice digitale, perché le parole sono unità numerabili disposte in sequenze finite: prima e dopo ogni sequenza, c'è sempre uno spazio vuoto (= silenzio). 

Ma se la parola è un codice numerabile, la comunicazione verbale è sempre stata digitale?
Sì, anche prima del web: ogni volta che scriviamo e/o parliamo usiamo codici decifrabili (segni convenzionali e/o segnali); ma se guardiamo una serie d'ideogrammi cinesi, riusciamo a coglierne solo l'aspetto visivo - a prescindere dal contenuto. Significa che le parole hanno una forma analogica e un contenuto digitale: la prima è ciò che vediamo; il secondo è ciò che leggiamo.

Nell'era 2.0 l'aggettivo "digitale" può essere tradotto "la comunicazione di notizie attraverso mezzi informatici": non c'è più distinzione tra parola e immagine, tutto diventa codice - informatizzato.
E come si trasmette questo codice se non con le dita della mano e/o con i movimenti del corpo davanti a una tastiera?

Il cerchio è chiuso: la comunicazione moderna è sintesi tra verbale e non verbale, perché la parola è codice digitale, analogico e numerico allo stesso tempo.
Digitale ci piace per 9 buoni motivi:

1. è circolare:
  • gira intorno al dito, ma non lo giri sul dito
  • parte dal dito, si trasforma in codice, torna al dito
  • nasce dal latino, rinasce con l'inglese, si riassume in italiano 
  • è internazionale e tondo come il mondo
2. coniuga tradizione e innovazione
3. ha un senso fisico e astratto
4. ha significati diversi, ma complementari
5. è fatto di numeri e parole
6. appartiene al sapere informatico e a quello umanistico
7. è ponte tra comunicazione tradizionale e moderna
8. è sintesi tra comunicazione verbale e non verbale
9. è proprio dell'essere umano

L'amica Veronica Martini riassume il concetto con la variatio del motto cartesiano: Digito, ergo sum.

Pollice alzato (?) se lo pensi anche tu.
Dito sui tasti (?) se vuoi dire di più.
Fonti:
Annamaria Testa "Farsi capire" - Bur Saggi, 2011
Wikipedia - Enciclopedia online
Wrodreference.com
Etimo.it
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