Se no o sennò? Ecco la storia di due gemelli diversi.

Con i "se" e con i "ma" non si fa la storia. 
E se al posto del "ma" ci fosse il "no"? 
La questione sarebbe ancora più spinosa.


Gemelli diversi
"Se" e "no" provengono dalla stessa famiglia: la lingua italiana.
Il primo pone dubbi e condizioni; il secondo negazione.
Mamma grammatica li ha messi vicini come gemelli diversi: insieme, cambiano il suono della frase.
Ma i due hanno un carattere forte e cadono sempre in contraddizione.
Meglio separarli con uno spazio bianco.
Le alternative sono tre.

1 - Contrazione
"Se" e "no" si vogliono troppo bene: il nulla che li separa è inaccettabile.
Contratti dal dolore, decidono di unirsi in "seno" - trasformando la natura semantica.

2 - Raddoppiamento
Dall'unione felice di "se" e "no" nasce un pargolo, che somiglia tutto al papà: si chiama "n" e occupa il posto centrale che li spetta.
Uniti nell'amore, "se" e "no" raddoppiano in "senno".

3 - Sinonimi
Con i "se" e con i "ma" non si fa la storia.
Con i "se" e con i "no" il finale è scontato.
L'incantesimo si rompe e l'unione finisce: lo spazio che prima li divideva, ora è insufficiente.
"Non ci sono termini adatti a sostituirci?", chiedono arrabbiati.
"Certo" risponde mamma grammatica; e arruola i sinonimi "oppure" e "altrimenti".

4 - Morale della storia
Tu, copywriter frettoloso, evita di mettere l'accento su questa storia e non unire ciò che la lingua ha diviso. Sull'onda sentimental-dialettale potrebbe nascere "sennò": figlio che mamma grammatica non ha mai riconosciuto.
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simonedoinel.tumblr.com