Scrivere in long tail: perché?

Tranquillo: la long-tail non è uno strano cock.tail.
E per scrivere non devi ubriacarti di parole.
Ma sei vuoi diventare un "writer" con occhio alla SEO, tocca sapere cos'è. 
Forza quindi: fallo adesso. Insieme a me. 

Visual: thelongtail.com


Long tail
significa coda lunga.
No, il tuo cane non c'entra nulla; e mordersela gironzolando in cerchiA non è affatto una buona idea.
Nemmeno su Google Plus, sappilo (?)

L'espressione appare su Wired Magazine nel 2004: Chris Anderson la conia per descrivere il nuovo modello economico imposto dal web. Sì, perché oggi - lo sai - siamo in world wide: pochi click ci separano dall'intero mondo conosciuto.

Nella testa rossa del grafico ci sono i prodotti di maggior popolarità (ad alta frequenza); nella coda arancione (tail-off) i prodotti di minor popolarità (a bassa frequenza).

Facciamo un esempio pratico con domanda shock sui contenuti.
Ieri le case editrici proponevano solo prodotti di largo consumo, tagliando fuori dalla distribuzione il resto.
Oggi, con l'avvento di servizi tipo Amazon, il singolo individuo può decidere di auto-promuoversi; e un milione di scrittori con un lettore ciascuno possono avere più incidenza del prodotto di punta.
Stare in coda, oggi, può valere più della pole position in testa... rossa (?)

Olè. Olè. Ohhh là.

Stessa riflessione si può fare sui contenuti web: siti a largo consumo si trovano a concorrere con realtà più piccole, che hanno costi di mantenimento più elevati in termini di quantità; ma che reagiscono con proposte di nicchia e di qualità - spesso - maggiore. 
Ciliegina sul grafico (?) a torta sono gli aggregatori tipo Feedly, che colmano il fastidio dell'utente sul bombardamento di notizie continuo. E permettono un'organizzazione sul flusso di contenuti.

La coda lunga è uno dei pochi casi in cui qualità e quantità non sono in antitesi.
Tutti, oggi, hanno la possibilità di scegliere. E tutti trovano soddisfazione alle loro richieste.
Si chiama "diversificazione", circolazione di contenuti e innalzamento della cultura generale.

Clappete, clappete, cla'.

Detto ciò, arriva la domanda shock: in un mercato siffatto, dove si posizionano i blogs?
Nel tail-off, ovviamente; ma, grazie ai media digitali, hanno l'occasione d'influenzare cultura, arte, politica; e anche di dar voce ai gusti delle minoranze. Un'occasione da non perdere, direi.


Scegliere la nicchia e saper ascoltare

C'è crisi, ma siamo fortunati: avere un blog significa essere presenti sul mercato.
Hai detto nulla! Ieri sarebbe toccato bussare alle porte delle case editrici e beccarcele tutte - una ad una - sul faccino. Quindi, colleghiamo le sinapsi e vediamo di non morderci il codino.

  1. La prima mossa da fare è cercare visibilità. Mica interessa a tutti quello che hai da dire: ogni argomento ha il suo pubblico di riferimento. Il tuo qual è? Datti una risposta. Subitissimo.
  2. La seconda mossa è farsi trovare dal quel pubblico. Ci sono i social network per la diffusione dei contenuti; e Google Plus può dare una bella spinta sul browser

Ma, ahimè, come la mettiamo con la SERP? Quella sì che ha una coda lunghissima e, in questo caso, non possiamo finire in tail-off. Il pubblico ci deve trovare. Tocca ragionare un po' in ottica SEO, ma no panic: scriviamo testi, non stringhe di codice.


Long tail keywords

Scrivere per una nicchia, significa soddisfare i suoi bisogni.
Per questo il concetto di long tail si applica anche alla logica SEO delle parole chiave - quelle che gli utenti digitano sul browser e quelle a cui il browser risponde selezionando pagine che le contengono (scuserai lo sciogli.lingua). L'abbiamo già detto:

  1. il media digitale ha cambiato il mondo del commercio
  2. tutti hanno la possibilità di scegliere cosa leggere in base ai propri gusti
  3. il web si adatta alle nuove esigenze di "ricerca", trasformandosi in web semantico 

Dal punto di vista SEO l'elenco si traduce in parole chiave più lunghe e specifiche, che soddisfano la richiesta della "nicchia". Proprio come per i prodotti a bassa frequenza - e in pieno stile long tail - queste parole sono meno comuni dei termini testa (head terms) se prese individualmente, ma più forti se abbinate stile "frase".

Facciamo un esempio sull'utente X che cerca un paio di "Nike-rosse-da uomo-per-correre":


Visual: blog.tagliaerbe.com


Il termine di testa è "scarpe": più cercato e ad alta competitività, ma con evidenti difficoltà per scalare la SERP e a basso tasso di conversione. Detto in altri termini: t'immagini quante volte si ripete la parola "scarpe" su Google? Ma quanti saranno gli utenti maschi davvero interessati alle scarpe Nike rosse da corsa? Il tasso di conversione non coincide con il traffico, quindi per arrivare all'acquisto bisogna essere più specifici.

Abbiniamo all'head terms il sostantivo "uomo"; è già qualcosa, ma la ricerca è ancora troppo affollata. 

Facciamo un altro passo con una frase descrittiva: "Nike rosse da uomo per correre": beccate! 
In long tail keywords la ricerca specifica è soddisfatta: ogni parola, singolarmente, porta a un risultato generico e differente; ma, se messe tutte insieme, soddisfano l'esigenza e ottengono un alto tasso di conversione: il lettore che "plana" sulla nostra pagina vuole trovare QUELLE scarpe. E probabilmente le comprerà.

L'unione fa la forza, si dice.
Ip Ip Urrà!

L'esempio va bene per un sito con un prodotto specifico da vendere.
Ma, domanda che sorge spontanea: il blog dove sta? E il browser come vede le long tail keywords?
Eh! Là entra in gioco il web writer semantico in ottica SEO: bisogna scrivere parole specifiche nei posti giusti. Inseriamole in tag-title e description; in titoli e sotto-titoli. Sparse, ma abbastanza vicine per essere "lette". Ecco un esempio versione post sul blog.

TITOLO 1
Scarpe Nike rosse per correre? Eccole qui.
[Affollamento di parole chiave]

TITOLO 2
Ami correre e tenerti in forma? Ecco il "mezzo" giusto per te!
SOTTO-TITOLO
Correre è un esercizio salutare che tutti dovrebbero fare; ma per non uscire provati servono le scarpe giuste. E cosa c'è meglio di Nike?
INIZIO PARAGRAFO
Il mio colore preferito è il rosso. Ho tutto rosso: cappotti, maglioni, camicie.
E quando ho deciso di mettermi in forma, anche le scarpe da ginnastica dovevano essere rosse.
[Parole chiave sparse e leggibili dal motore]

Altro esercizio utile è quello di stilare una vera e propria lista di "chiavi" e costruire una mappa mentale con tutti gli abbinamenti possibili. Oltre agli (onni)potenti strumenti di Google - tipo Adwords - esistono dei Free Keywords Tool, molto utili anche nelle campagne Pay Per Click.
Soprattutto usiamo la testa e soremiamo le meningi al di là dei vari Google Analytics con i loro not provided: intuire le parole chiave per ricerche specifiche non è cosa Einstein.


Concludendo

Il concetto di coda lunga non è semplicissimo, lo ammetto: nasce in campo economico per descrivere il nuovo modello di "mercato digitale" e arriva a contaminare anche i produttori di contenuti. 
Tiriamo le somme in 10 punti:

  1. oggi gli utenti sanno cosa vogliono e odiano perdere tempo
  2. bisogna inquadrare l'argomento principale e soddisfare una nicchia
  3. è necessario farsi trovare dal browser per ridurre la concorrenza
  4. il modello economico della long tail dimostra che gli eventi poco frequenti possono superare in numero e importanza quelli "di punta" - forza e coraggio
  5. scrivere in long tail keywords significa abbinare parole meno comuni, ma più specifiche 
  6. le long tail keywords generano meno traffico, ma assolvono la ricerca specifica del pubblico e rispondono al bisogno reale
  7. il fine non è generare traffico generico, ma avere un alto tasso di conversione (ROI): le long tail keywords sono utili per raggiungere i lettori realmente interessati ai nostri contenuti 
  8. cercare le parole chiave vuol dire mettersi nella testa del pubblico e prevedere le ricerche 
  9. le parole chiave si devono mettere nei posti giusti (il futuro del web è semantico")
  10. social network aiutano a diffondere i contenuti oltre la SERP; su Google Plus scriviamo titoli in long tail e sottoforma di domanda
  11. le long tail keywords sono importanti nella campagna Pay per Click, dove il singolo prodotto risponde all'esigenza di una nicchia specifica

Posizionarsi nella testa del lettore, non significa essere in testa. Spesso, conviene stare in coda.
Qualcuno, duemila anni fa, avrebbe detto che "gli ultimi saranno i primi".
Quel qualcuno, si sa, odia le SERPi... ma rimane un profeta nel mondo di qua e in quello di là.

Cerchiamo di scrivere in modo coerente: con passione, dedizione e spirito di condivisione.
Tutto il resto s'impara: si tratta solo di tecnica... questione.