Boicottare: un verbo tutto europeo

Quattro lingue.
Una radice.
Più sensi.
Cosa si nasconde dietro il verbo "boicottare"?
Qual è il suo significato?

Seguiamo le orme di un crudele ufficiale britannico, vissuto nell'Irlanda di fine Ottocento...


Lo scontro delle "3F"

Charles Cunningham Boycott nasce a Norfolk nel 1832 e presta servizio presso la British Army, dove raggiunge il grado di ufficiale; quando il ricco Conte di Erne gli propone di amministrare i suoi latifondi nella contea di Mayo, Boycott si trasferisce in Irlanda.
L'ufficiale britannico si dimostra ben presto all'altezza del suo ruolo, se non fosse che eccede nel maltrattare i contadini dipendenti: vessazioni,  frustate e punizioni sono all'ordine del giorno. 
La spietata condotta trova un valido oppositore in Michael Davitt, leader della Lega irlandese dei lavoratori della terra (Irish Land League).
L'organizzazione, nata per difendere i braccianti dall'esproprio delle terre e per migliorare le loro condizioni di vita, ha lanciato da poco la campagna delle "3F":
  • Fair rent: giuste condizioni affittuarie.
  • Fixity of tenure: la fissità del possesso.
  • Free sale: la libera vendita.
Inutile dire che si tratta di principi inaccettabili per uno "schiavista-latifondista" come Boycott, che tenta in tutti i modi di bloccare l'iniziativa sul nascere.


Boicottare Boycott

Corre l'anno 1880.
La Lega resta fedele al suo stile e passa al contrattacco con un'azione non-violenta, ma lacerante: l'isolamento totale di Boycott: nessun irlandese deve collaborare o avere contatti con lui. Tutta la comunità risponde positivamente all'appello: i vicini di casa diventano muti, i banchi in chiesa sono tutti occupati, i negozi non vendono, i postini non consegnano e, ciliegina sulla torta, i braccianti non lavorano.
Gli inglesi definiscono quest'azione di non-collaborazione di massa ed esclusione dalla società con il verbo "to boycott", dal nome proprio di colui che per primo l'ha dovuta subire.
L'epilogo è scontato: il disastro produttivo.
Il ricco Conte di Erne vede le sue terre inaridire e licenzia in tronco l'ufficiale britannico.
Il governo inglese, dal canto suo, non assiste inerme alla plateale insubordinazione degli irlandesi e decide di intervenire in due modi:
  • intimando alla Lega di cambiare la sua condotta (inutilmente);
  • inviando una scorta militare per proteggere Boycott, costretto a tornare in patria quello stesso anno.
L'ufficiale britannico, ex ammnistratore di terre, morirà in Inghilterra nel 1897.


Quattro lingue. Una radice. Più sensi.

Abbiamo svelato un altro mistero etimologico: "to boycott" è un verbo inglese, derivato dal nome di un personaggio realmente esistito.
I Francesi sono i primi a traslare il termine in boycotter, seguiti dai Tedeschi con boykottieren e da noi Italiani con boicottare.
Ma cosa vogliono dire il verbo ed il corrispondente sostantivo "boicottaggio"?
Urge puntualizzare che boicottare non ha un significato univoco, nè tanti significati diversi; meglio parlare di più sfumature (sensi) dello stesso significato.
Nel primo caso, quello più antico e coerente con l'origine del termine, boicottare significa "mettere al bando" un commerciante colpevole, impedendogli di svolgere la propria attività. Situazione non meno triste di quella in cui è incappato il crudele Boycott.
Per amor di cronaca, tocca puntualizzare che i puristi hanno sempre rifiutato l'espressione; ma la lingua è un po' come la rete: mutevole, immensalibera dagli schemi.
Tant'è che boicottare si diffonde rapidamente in Europa ed acquisisce presto una nuova sfumatura di signifcato: "congiurare contro qualcuno o qualcosa", ostacolandone l'attività o la produzione; da qui a che il termine assuma valenza politica, il passo è breve (lo Stato è il primo "produttore di beni").
Oggi il verbo boicottare è entrato nell'uso comune con un significato che riassume i primi due: "ostacolare, escludere".


Boicottato

Sintetizzo, citando Panzini:
[...] Sa lei, padrona bella, cosa vuoi dire essere boicottati? Non si mangia, non si beve, non si dorme più. Vai al­la bottega? E per te la roba non c'è! Hai il pagliajo? E la notte te lo bruciano. Porti il pane al forno? Per te il fornaio non ha più il fuoco. Vai per la strada? Anche i piccoli, i bastardi, ti fischiano dietro; e guai a toccarli! "Ricordàtevi hanno detto che le bèstie dèvono morire di fame e di sete." Deve sentire nelle stalle grandi, che rugghi! Sembrano quasi dei cristiani. Ma adesso la legge è così.»

Boicottaggio

Se fossi  un uomo influente, cosa ti piacerebbe boicottare?



Fonti:
"Dizionario degli errori e dei dubbi della lingua italiana", di Barbara Colonna, 2001 p. 41
Wikipedia - Enciclopedia on-line
A. Panzini "Il padrone sono me" - Mondadori, Milano
Immagine:
wellfleetian.com